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Risonanza urgente, ma l’appuntamento arriva nel 2029: alla ASL di Teramo tre anni cancellano la priorità

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Una prescrizione con priorità a dieci giorni dovrebbe indicare un percorso rapido, compatibile con la necessità clinica segnalata dal medico. A Teramo, invece, una risonanza magnetica richiesta il 15 settembre 2026 è stata fissata per giugno 2029.

Quasi tre anni di attesa per una prestazione che, almeno sulla carta, avrebbe dovuto trovare spazio nell’arco di pochi giorni.

Il dato che colpisce non è soltanto la distanza temporale tra richiesta e appuntamento, ma soprattutto il rapporto tra quella data e la priorità assegnata. Dieci giorni contro quasi mille: è questo il paradosso che emerge dalla segnalazione.

Il codice di priorità dovrebbe servire proprio a distinguere le prestazioni differibili da quelle che richiedono tempi più rapidi. Quando una prescrizione indicata come prioritaria finisce nel calendario del 2029, diventa inevitabile chiedersi quale efficacia reale abbia quel codice.

La vicenda si aggiunge alle numerose segnalazioni sulle liste d’attesa nel Teramano e riporta al centro una questione ormai strutturale: non basta assegnare un appuntamento, occorre che la data sia coerente con la necessità clinica indicata.

Resta possibile che il sistema di recall, eventuali disdette o nuove disponibilità consentano di anticipare l’esame. Al momento, però, il documento racconta una realtà molto più semplice e molto più pesante: 15 settembre 2026, priorità dieci giorni, appuntamento giugno 2029.

Una sequenza di date che vale più di molte spiegazioni.

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