Una premessa.
Io leggo La Città Quotidiano.
C'è chi si droga, chi beve, chi tradisce, chi ama, chi corre, chi mangia due cornetti con l'orzo e non con il cappuccino, chi si mette la parrucca, chi ama guardare, chi non si lava i denti, chi si fa il bidet prima di fare "all'amore", chi si fa il bidet anche se non fa l'amore, chi fa la gara con l'ascensore.
Io amo l'odore del giornale la mattina.
Amo il rumore e il fragore della carta tra le mani.
Corriere della Sera, Il Sole240re. Il Messaggero, Il Fatto, Il Centro, mi manca Il Tempo da morire, La Stampa a girare e poi La Città Quotidiano, sempre.
Quei ragazzi li ho visti crescere.
Siamo cresciuti insieme.
Ci siamo sfiorati.
Loro giornalisti e io "pazzo" blogger.
Alessandro Misson è un noir della penna.
Sono per Teramo un piccolo patrimonio, sicuramente più dell'Ipogeo o delle promesse del sindaco Brucchi.
Il Comunicato stampa del consigliere del Movimento Cinque Stelle, Fabio Berardini è un grosso buco editoriale.
Un sensa senso.
Bernardini si dichiara preoccupato dalla commistione tra il Sindaco Brucchi, l'editore, imprenditore, Raffaele Falone e il gruppo di giornalisti de La Città Quotidiano.
Se fossi un maleducato, risponderei alla Bukowski maniera " Sti Cazzi".
Il Teramano non è analfabeta.
Sa leggere, distinguere e conosce la propria realtà.
Leggo la Città Quotidiano e molte volte ho la tentazione di chiedere 1 euro di rimborso per la spesa del giornale.
Leggo La Città Quotidiano e tante volte ho annunciato di abbandonare la lettura.
Poi rifletto e gioco un pò con i dubbi.
Bisogna sempre avere dei dubbi sulle proprie convinzioni e attenzioni.
Berardini è la prevenzione editoriale.
Per leggere un giornale ci vuole la patente.
Non bisogna averne paura.
Bisogna saper giocare.
Essere critici, analizzare, studiare la corrente editoriale ma rispettare il lavoro di tanti ragazzi, oggi, famiglie.
Raffaele Falone editore non mi è simpatico.
Un timido, in realtà.
Editore, imprenditore, ora membro della Fondazione Tercas, io avrei scelto un altro tipo di profilo.
La cultura riservata, richiamata da Feltrinelli, Calvino e da quella riunione del Mercoledì da Einaudi.
Però, ecco l'anima critica, Falone è nutrito da passione, da curiosità, da follia.
Chi finanzia un giornale cittadino è un pazzo.
Un teramano.
Bukowski aveva nella vita anche altri cazzi, ma avvertiva sempre, che prima di distruggere qualcosa, bisogna essere sicuri, di avere qualcosa di migliore in cambio.
Bernardini non ha compreso che la sua notizia è morta prima di uscire.
Perchè non era una notizia.
De Benedetti e il suo gruppo de L'Espresso.
Berlusconi, Mediaset e compagnia leggendo.
Grillo e il suo Blog.
Falone e La Città.
Oggi, se vedete Berardini, fatevi offrire un Caffè.
Ci deve un euro.
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Commenti
Durante il primo mandato del sindaco Maurizio Brucchi, il direttore del quotidiano La Città era il signor Antonio D’Amore e sua moglie, Elisabetta Di Carlo, era l’addetto stampa del sindaco Brucchi. La signora Di Carlo ovviamente percepiva uno stipendio pagato dal comune. Perciò il signor Fabio Berardini e M5stelle possono spiegare ai lettori di questo blog perché non hanno mai contestato questo fatto?