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Asl di Pescara: Quando manca il rispetto per i malati oncologici...

di Giancarlo Falconi
1 minuto

La detenzione e la condanna di un paziente oncologico alla chemioterapia non si può descrivere.
Il lato psicologico devastato, la sensazione di essere ad un passo dalla morte, la certezza di far soffrire i propri cari, la responsabilità di lottare per la vita e tante altre esistenze.
Poi, la burocrazia che ti tratta come un numero e come un essere inanimato.
Nicola Primavera, responsabile  del patronato Inca Cgil della provincia di Pescara, sono anni che si ritrova a scrivere, nel periodo estivo,  lettere su lettere al direttore generale dell'asl, per chiedere di evitare ai malati di cancro e per gli invalidi civili, le commissioni in orari in cui è massima la calura.
Una tradizione.
Un gesto di rispetto e di solidarietà.
Secondo voi, nel corso degli anni le cose sono cambiate?
C'è stata una risposta?
Un segno di vicinanza dei colletti bianchi dell'asl di Pescara?
Nulla, come se il problema fosse di un mondo lontano.
Come se la soluzione fosse inutile. 
Come se qualcuno avesse disturbato.
Eppure, Primavera, è convinto che la soluzione sia quella di aprire un dibattito.

Rispetto. 
 

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