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Generazione lame. "Ho trovato un coltello nel marsupio di mio figlio 15enne"...

di Giancarlo Falconi
2 minuti

In Italia, il fenomeno dei giovani che portano con sé coltelli o armi da taglio è in forte aumento, descritto dagli esperti come un'emergenza che ha raddoppiato i numeri negli ultimi sette anni. 

Ecco i dati principali emersi da recenti ricerche (gennaio 2026):

  • Circa 90.000 studenti: Secondo uno studio basato sui dati del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), quasi 90.000 studenti tra i 15 e i 19 anni hanno utilizzato armi (spesso coltelli) per intimidire o ottenere qualcosa da qualcuno.
  • Aumento drastico: Dal 2019 al 2024, i minori segnalati alle autorità per il porto di armi improprie sono aumentati notevolmente, passando da 778 a quasi 1.946, secondo i dati di Save the Children.
  • "Generazione lame": Avere un coltello in tasca è diventato per alcuni adolescenti un comportamento percepito come "normale" o necessario per difendersi, una sorta di "completamento disfunzionale della maschilità".
  • Contesto scolastico: Il fenomeno è diffuso anche nelle scuole, con casi di ragazzi trovati in possesso di coltelli all'interno degli istituti.
  • Risse e violenza: Oltre al possesso, il 40,6% dei ragazzi tra i 15 e i 19 anni ha partecipato almeno una volta a zuffe o risse, un dato che proiettato sulla popolazione scolastica coinvolgerebbe circa un milione di adolescenti. 

Il fenomeno è trasversale e spesso legato all'influenza dei social media, al bisogno di sentirsi sicuri o alla ricerca di un senso di appartenenza a un grupp"Eravamo indecisi se scrivere una lettera aperta e avvertire la provincia teramana su cosa è accaduto in una famiglia normalissima del capoluogo. Genitori che lavorano. Due figli adolescenti con ottimi voti a scuola. Mai nessun problema. Almeno apparente. In poche parole. Solito casino nelle camere da letto del maschietto di casa. 15enne. Solito rimprovero e approfittando delle partita domenicale, armata di aspirapolvere e guanti ho iniziato le pulizie che solitamente, in settimana, obbligo a mio figlio. Nel raccogliere il marsupio che gli ho regalato per l'estate ho sentito una forma riconoscibile. Ho immediatamente aperto e dentro c'era un coltello con la punta di qualche centimetro. Ho chiamato immediatamente mio marito e ci siamo guardati per lungo tempo in maniera attonita e angosciata. Al suo ritorno c'è stato un confronto forte e ovviamente una punizione esemplare a cui faranno seguito lunghissima chiacchierate. Faceva parte di una banda. Loro contro i cosiddetti maranza. Si erano scontrati una paio di volte lungo i Tigli e minacciati vicino un fast food e una sala giochi. La situazione è al limite dell'implosione. Nostro figlio ora ha perso totalmente la nostra fiducia e sarà seguito in maniera assidua e costante ma la sensazione di aver fallito come genitori è mitigata dal fatto che abbiamo avuto almeno l'occasione per rimediare. Per favore fate tutti attenzione. Tra la normalità e la tragedia il passo è veramente breve".

Lettera firmata 



Foto IA

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