Il telefono squilla tre volte e risponde il senatore Razzi da Giuliano Teatino, il suo paese di origine.
Storace è a un dibattito romano, animato e nervoso per l'ultima notizia.
La candidatura di Razzi potrebbe valere una perdita di preziosi punti in percentuale.
Il Senatore imitato da Crozza non si scompone e cita se stesso...
" Il problema che questi personaggi politici, che non conoscono il valore e la fatica di timbrare un cartellino per 40 anni, non riconosco l'altrui merito.
Che vuole la Meloni da un piccolo abruzzese?
Di cosa ha paura?
Io rispondo alla mia gente che mi chiede di essere rappresentata da un sindaco che vorrebbe una Città pulita, trasparente e con la voglia di fare.
La mia candidatura non è contro Bertolaso, per esempio, ma per Roma e gli abruzzesi romani.
Ricordo del suo invito a Storace per l'aperitvo pescarese.
"Si, ero un semplice invito a una persona che conosco e che risulta molto amato in Abruzzo.
Mi disse subito di no.
Io sono una persona semplice che si nutre di entusiasmi.
Gli inviti sono un dono di Dio".
Andrà avanti con la sua candidatura?
"Perchè la Meloni si può candidare e io, no?
Solo Berlusconi può chiedermi un passo indietro, ma gli ricorderò la livella di Totò.
Nessuno di noi è indispensabile, siamo tutti uguali e in fondo, siamo destinati tutti, ricchi o poveri, capaci o incapaci a morire.
Almeno lasciamo un segno.
Per noi e per la gente.
Non è questo il ruolo di un politico?
Paesà...andiamo avanti a tutta...".
Il Principe De Curtis...e ho detto tutto.
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