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Teramo: Lettera aperta per i diritti dei disabili senza ascensore...

di Anonimo
3 minuti

Gent.mo Signor Sindaco Maurizio Brucchi,

non le scrivo questa lettera in qualità di professionista ma di cittadina da lei rappresentata.
La situazione del Condominio Solmar sito in Colleatterrato Alto, Via G. Marsilii, è da lei ampiamente conosciuta.
Non devo ricordarle che vi abita Mario Di B., disabile con piedi diabetici che, ormai da mesi, essendo stata  interrotta l’erogazione dell’energia elettrica dell’ascensore, è costretto per poter andare a medicarsi a scendere e ahimè risalire ben tre piani.
Quello che forse non sa è che tra qualche giorno lo stesso sarà ricoverato all'ospedale di Ancona al fine di “valutare il da farsi” nei confronti di un’infezione che sta avanzando.
Non mi va per rispetto della famiglia e per mia difficoltà personale nel farlo, di scendere nel particolare e penso non serva visto che lei è un medico e capisce cosa intendo per  “valutare il da farsi”.
E’ chiaro che la situazione fisica di Mario al momento delle dimissioni non sarà in miglioramento, motivo per cui, le scrivo pubblicamente questo semplice invito con la consapevolezza che il mio adoperarmi in altre sedi potrebbe purtroppo, non darmi quella celerità di cui la famiglia Di B. ha bisogno.
Le chiedo in quanto proprietario di 8 appartamenti su 9 che compongono il condominio, di prendere immediatamente  contatto con l’amministratore .

Uno dei suoi rappresentanti ci ha gentilmente ricordato rispondendo ad un messaggio di posta elettronica con cui il Signor Marco P. (cognato di Mario) chiedeva un vostro intervento, che l’art. 32 della L. R. n. 96 del 25/10/1996 testualmente recita : “E’ FATTO DIVIETO AGLI ENTI GESTORI DI PROSEGUIRE, O INIZIARE, L’ATTIVITA’ DI AMMINISTRAZIONE DEGLI STABILI….omissis….
Io ricordo a lei e in primis a me stessa la necessità di presenziare alle riunioni condominiali (cosa che a me risulta non sia avvenuta) affinchè si possa deliberare sui punti componenti l’ordine del giorno.
Sono certa che prenderà in mano le redini della situazione evitandomi di pretendere  in altre sedi il suo intervento e quello dell’amministratore.
Sono altrettanto certa che lo farà con efficienza ma soprattutto con la tempestività di cui in questo caso abbiamo bisogno.

Non mi dilungo disquisendo su quelli che sono i diritti costituzionalmente garantiti dei disabili che lei conosce quanto me! Anche perché, “Carta” a parte, credo fermamente nella necessità di dover dar loro ognuno per le proprie capacità e rispetto al ruolo che in questa società rivestiamo, sempre e comunque il meglio dinoi stessi, delle nostre capacità, della nostra efficienza, della nostra possibilità di superare perfino leggi e burocrazia pur di evitare che la sofferenza e il disagio si prolunghino inutilmente.
Con l’occasione le porgo i miei distinti saluti.
 
Avv. Annarita Di Lorenzo.

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Commenti

le leggi si interpretano per gli amici e si applicano per i cittadini. Ancora un caso sociale ignorato da chi prende uno stipendio sicuro per vigilare in tal senso. La presa per i fondelli è che esiste un "ufficio sociale" in ogni comune d'italia, anzi se ci rifletto mi sembra di aver letto in qualche parte che esistono in tutta europa. Per me è colpa della politica e del sistema di leccaculaggio italiano. Nessuno ha il coraggio di fare niente perchè mario è nessuno, ma trova un giudice che ti condanna per aver aiutato "UN" Mario. Se invece Mario aveva lo "zio prete" di ascensori ne aveva due...