Vi avevamo lasciato con un nostro articolo dell'Ottobre 2015.
Al Comune di Roseto per esempio, toccano 6 mila euro di spese.
Lo prevede la delibera n.108/015 pubblicata dal sito internet dell'Ente.
I meravigliosi soci pubblici del Cirsu.
Cioè noi.
Vi ricordo che siamo noi a pagare, che siamo noi ad aver pagato, che siamo noi che pagheremo.
Un appello inutile e dispendioso, basta leggere, basta saper leggere le oltre venti pagine di motivazione del Giudice Delegato del Tribunale di Teramo, sezione Fallimentare, Giovanni Cirillo, per comprendere una storia di evidenti negligenze.
Il controllo analogo.
" ...è fondamentale che l'ente o gli enti soci esercito un controllo preventivo ed effettivo sulla gestione della società, così come avviene per i servizi interni, del o degli enti pubblici interessati".
" ...appare chiaro che questo requisito difetta completamente".
Questa è una condanna a tutto il sistema pubblico teramano e i Sindaci dovrebbero dimettersi immediatamente, invece di stabilire un incontro con la magistratura o spendere altri soldi pubblici con un inutile reclamo.
I sindaci soci hanno effettuato un serio controllo del bilancio?
Si legge nella sentenza " Il Patrimonio netto passa da meno 7.545.771,00 del 2013 a più 578.991,00 esclusivamente per una super valutazione dei beni immobiliari.
Passati da 4.064.298,00 euro nel 2013 a oltre 10 milioni di euro nel 2015.
Vi rendete conto?
Vi rendete conto che nonostante questi conti, i nobili sindaci di Cirsu ripropongono un ricorso?
Un appello che è passato mesi fa nelle maglie della Corte de L'Aquila con esiti negativi.
Perchè riproporlo?
Chi risponde a queste domande?
Se per essere titolari di un'autorizzazione integrata ambientale sono necessari inderogabili requisiti soggettivi, tra i quali quello di non trovarsi in stato di fallimento e se, quindi, le autorizzazioni del Polo Tecnologico del Cirsu, sono decadute, essendo Cirsu fallita, con quali autorizzazioni è gestito oggi il Polo e sono trattati i rifiuti al suo interno?
L'ulteriore ingresso di rifiuti, presso il Polo Tecnologico del Cirsu, con il loro accumulo al suo interno, non va a depauperare il valore dei beni di Cirsu che dovranno essere messi all'asta per soddisfare la massa di creditori?
Se si vogliono tutelare i diritti dei creditori e l'ambiente dei cittadini, non sarebbe necessario imporre all'attuale gestore lo svuotamento dell'impianto dai rifiuti accumulati, senza possibilità di farne entrare altri?
A chi giova oggi la continuità dell'esercizio del Polo se non al privato che lo sta gestendo?
Il pubblico può favorire il privato? La risposta è una sola.
I soci del Cirsu, i vecchi consigli di amministrazione dove sedevano tanti politici, hanno paura delle azioni di responsabilità.
Tutto il resto è aria fritta.
La politica che chiede protezione alla politica.
I Curatori Fallimentari stanno affrontando il problema dei rifiuti stoccati all'interno del Cirsu?
In caso di disastro ambientale stanno provvedendo alla sistemazione in sicurezza dell'area?
Come mai l'odore proveniente dalla struttura del Cirsu è sempre più forte?". Aprile 2016.
I rifiuti del Cirsu puzzano di Politica.
Che cosa ha prodotto il ricorso degli esperti? La Corte d'Appello ha rigettato il ricorso dei sindaci del Cirsu confermando la sentenza di fallimento del Tribunale di Teramo.
Che dire?
Nulla.
Chi pagherà le spese legali?
"la Corte di Appello de L’Aquila, definitivamente pronunziando sull’appello proposto, così decide: A)dichiara la inammissibilità della costituzione in giudizio del Consorzio Stabile Ambiente soc. coop a r.l.; A)rigetta il reclamo proposto e, per l’effetto, conferma l’impugnata sentenza; B)condanna i reclamanti e la interveniente Consorzio Stabile Ambiente scarl in solido al rimborso delle spese in favore degli appellati cosituiti del presente grado di giudizio che liquida per ciascuno in complessivi € 8.950,00, oltre Iva e Cap ed accessori come per legge".
I danni ambientali?
Tutto il resto?
Soprattutto chi si dimette dei sindaci Cirsu?
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