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Giulianova, investita da una bici elettrica: «Non voglio soldi, servono più controlli»

di Giancarlo Falconi
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GIULIANOVA – «Non voglio soldi e non voglio traumatizzare quella bambina. Chiedo soltanto più controlli perché nessuno debba rischiare la vita». È l'appello lanciato da Federica, titolare del noto London Pub di Giulianova, rimasta ferita due giorni fa dopo essere stata investita da una bici elettrica sul lungomare nord.
A raccontare la vicenda, nel gruppo Facebook "Sei giuliese se...", è l'amministratore Fabio Raschiatore, che ha raccolto la testimonianza della donna, costretta a fare i conti con diversi traumi, contusioni e la frattura di un braccio.
Secondo il racconto, Federica stava attraversando la strada sulle strisce pedonali quando una prima bicicletta si è fermata per consentirle di passare. Mentre avanzava ringraziando il ciclista per il gesto di cortesia, sarebbe stata travolta da una seconda bici elettrica, condotta da una bambina poco più che decenne, sopraggiunta a forte velocità.
«Ho rischiato la vita e per cosa? Per una bici elettrica», ha raccontato la donna a Fabio Raschiatore. «Non voglio alcun risarcimento e non voglio colpevolizzare una bambina che sicuramente non l'ha fatto apposta. Chiedo soltanto che vengano intensificati i controlli. Questi mezzi possono essere molto pericolosi e bisogna evitare che si verifichino altre tragedie».
Non si tratta, purtroppo, di un episodio isolato. Negli ultimi anni diversi incidenti riconducibili all'utilizzo delle biciclette elettriche hanno alimentato il dibattito sulla sicurezza e sulla necessità di una maggiore regolamentazione e di controlli più frequenti.
L'appello della commerciante, rilanciato dal gruppo Facebook "Sei giuliese se...", punta proprio su questo: prevenire altri incidenti e garantire una convivenza più sicura tra pedoni e mezzi a due ruote, soprattutto nelle aree maggiormente frequentate durante la stagione estiva.

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