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Breve riassunto della puntata precedente
A Colleparco, di fronte alla Facoltà di Giurisprudenza, sono iniziati, ormai un mese fa, i lavori di qualcosa che somiglia ad una strada, ma, non essendo presente alcuna informazione sulla tipologia degli interventi da effettuare, ho potuto solo accontentarmi di constatare che si trattasse di uno squarcio in mezzo a quella che, fino a poco tempo fa, era una collinetta verde e che i lavoratori presenti sul cantiere e i pochi abitanti della zona incontrati non sapessero quali attività si stessero svolgendo.
Eppure, l'area d’intervento è molto vasta: inizia dalla prima curva di Via Renato Balzarini e termina all'altezza del capolinea della linea 7.
Il seguito
Pochi giorni fa è stato finalmente affisso il cartello cantieristico all'ingresso dell'area dei lavori (il cui obbligo di esposizione è normato nel D.P.R. 380/2001, all’art. 27, comma 4), ma, invece di trovare risposte alle mie domande, le perplessità sono aumentate di fronte alla descrizione della tipologia degli interventi.
Infatti, alla voce Lavori di:, è scritto Pulizia area verde.
Com'è possibile che si stia effettuando un'operazione di “cura” del verde se gli alberi e gli arbusti, presenti fino a qualche mese fa, adesso, non ci sono più? E’ stata, forse, presa troppo alla lettera la parola "pulizia"?
Tuttavia, anche provando a credere che si tratti di una semplice manutenzione, nel proseguire la lettura del cartello, non riesco a capire come mai, per un’operazione simile, sia stata rilasciata una Concessione Edilizia, autorizzazione che non esiste più dal 2001, ovvero da quando è stata sostituita dal Permesso di Costruire.
Anche a voler sorvolare su questo dettaglio, c’è da dire che la Concessione Edilizia risulta essere il titolo meno appropriato per un intervento di pulizia del verde, poiché, come già possibile intuire dalle stesse parole, era un'autorizzazione amministrativa italiana, rilasciata da parte dell'autorità comunale, che consentiva l'attività di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio in conformità agli strumenti di pianificazione urbanistica.
I conti non tornano e ciò che appare più evidente è che nessuno controlla i cartelli cantieristici per verificare e garantire la coerenza tra quello che c'è scritto ed i lavori in corso.
Un modo poco elegante di prendere in giro i cittadini che hanno diritto di sapere cosa stia succedendo nella propria città.
Arch. Alice Tramaglini
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