San Berardo ha detto no.
In realtà il Patrono di Teramo c'entra poco e forse niente.
Una questione di stile, di compartecipazione, di condivisione.
Il Rettore D'Amico ha sbagliato la Comunicazione.
Un doppio errore visto la facoltà teramana.
I tempi sono mutati.
Come poter spiegare la luna a chi vede solo il suo Sole?
Quando piove dall'alto, in maniera copiosa, la prima reazione è quella di aprire l'ombrello.
Non si può imporre una rivoluzione urbanistica e ambientale senza concedere agli interlocutori istituzionali il giusto passaggio.
No si può tendere al trono e a definire utili idioti, chi non comprende la grandezza della visione.
Il dissenso è l'anima del libero confronto.
Il sindaco non ne sapeva nulla.
Renzo Di Sabatino sapeva tutto ma le cene private sono un altro discorso.
Paolo Gatti attendeva l'ora dei voti.
Paolo Tancredi non sa nulla ( coerente).
Solo due parole in croce e senza parabola del Governatore D'Alfonso.
"La Cabinovia si farà.
Deciso e silenzio tutti".
Risolutore.
I teramani sono abruzzesi e simili imposizioni, aprono a un opposto moto.
Inversamente proporzionale.
Dieci milioni di euro.
Soldi dei cittadini che potrebbero essere usati per altri progetti.
Questa è la verità del masterplan.
Basta chiedere a Claudio Ruffini.
Quattrocento mila euro di gestione annuale.
Soldi dell'Università che potrebbero essere usati per borse di studio o ricerche.
La domanda finale ruota intorno al motivo di un così alto interesse per una simile opera.
Gioco facile.
Vi spiegheremo tutto, nel frattempo, il consiglio comunale boccerà il progetto.
Il sindaco BRucchi sarebbe pronto a offrire alla politica regionale, altre idee, per investire quei soldi nel comune di Teramo.
In maniera democratica.
Rispettando tutti i ruoli politici, sociali e sindacali.
Questione di stile e di lignaggio.
Una Magnifica Lezione.
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