In fondo, un articolo si può inziare anche dal fondo, nel senso del punto più basso mai raggiunto.
Ricordo come una colica, una seduta di emorroide nell'ufficio di Gabinetto, la definizione che ci regalò il sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi, sul Corso, corsi e rincorsi aprutini, "di nessun valore storico".
Fu sicuramente frainteso.
La storia va letta, riletta e studiata per poterne parlare, scrivere e chiedere cortesemente il confronto.
Appunto.
Storicamente Il Corso di Teramo è Corso De Michetti.
La risposta di Brucchi, in questo caso, conoscendo gli altri casi, potrebbe essere che non era nato e la storia di Teramo è dal giorno della sua nascita.
I nostri Sampietrini, levigati e lucidati dal tempo, che hanno resistito a tutte le manifestazioni carnevalesche, ciarlanti, urlanti, della Teramo da Panem et Circenses, saranno sostituiti dal porfido.
Gli architetti, non tutti, gli storici, non tutti, i nostri anziani, chi ha negli occhi l'amore per la propria città, che conosce il valore di un blocchetto di leucitite, che arreda i selciati di Piazza San Pietro, Piazza Navona, le strade di Bologna e Corso Cerulli e Corso De Michetti.
Papa Sisto e la storia della Chiesa Cattolica.
Papa Pio VI che coniò il sampietrino come moneta in ottone e poi, altre vite nei maestri che di ginocchia in ginocchia trasformavano i sogni in strade eleganti e lussuose.
Noi, che non abbiamo la concezione del bello, della letteratura, del valore, abbiamo deciso di trasformare tutto nelle freddezza senza identità.
Corso De Michetti e Corso Cerulli avevano bisogno solo di un'altra illuminazione e dei marciapiedi, asfaltati dai barbari, ma poi sarebbero avanzati molti soldi.
Troppi per questa politica.
I Sampietrini.
Il Papa li scelse per il passaggio della sua Carrozza per il sindaco Brucchi, non son degni di ospitare la sua pesante bicicletta.
Amen.
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Ho abitato in Corso De Michetti e ora mi piange il cuore.