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Scherzi a Parte: Brucchi candidato con D'Alfonso.

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Può un sindaco capoluogo di provincia contare meno di Maurizio Brucchi?
Si, ovvio.
Brucchi Maurizio è riuscito a superare il Primo Cittadino di Teramo dopo che Maurizio Brucchi è caduto con tutte le scarpe, vecchio scarpone, nello scherzo telefonico del centro destra teramano, in gita a L'Aquila.
Centro destra per modo di dire visto che ha partecipato anche Paolo Tancredi.
Il leitmotiv della zingarata è stata una ciliegia tira l'altra o meglio, una telefonata richiama un'altra.
Autori il consigliere regionale NCd-renziano, al centro in regione e al governo a Teramo, Giorgio D'Ignazio, il consigliere regionale di Forza Italia, Paolo Gatti, l'onorevole NCD e renziano doc, Paolo Tancredi, il sindaco di Atri, Gabriele Astolfi.
Non ha partecipato il consigliere regionale Mauro Di Dalmazio che forse era attento a seguire i lavori in Regione.
Secchione.
Le telefonate al povero martoriato sindaco di Teramo avevano un solo argomento preoccupato e allarmante, la sua futura candidatura regionale come capolista per D'Alfonso.
Tutto a seguito dell'amorevole, cordiale, tenera, delicata, affabile, benevola conferenza stampa con il predicatore di Pescara.
L'unica persona, l'unico politico che ha fatto i complimenti al Sindaco Brucchi per la gestione dei fondi pisu.
Nel frattempo e non è uno scherzo, il PD teramano si riunirà per sottoscrivere un documento contro la conferenza stampa del Governatore D'Alfonso.
Pronte alcune ventilate dimissioni. 
Ma torniamo alla burla.
Brucchi sarebbe rimasto in silenzio per poi reagire, come al solito, in perfetto stile ingallettato.
Solo l'ascolto di Radio Maria, la stazione preferita di Luciano D'Alfonso, è riuscito a calmare il paffutello Maurizio, quietando gli animi. 
Amen. 



 

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Commenti

Tanto la xxxxx sia che la guardi da destra o da sinistra sempre xxxxxxx rimane...

Certo non si scopre alcun altarino, sostenendo che l’ambizione futura di Brucchi sia quella di diventare consigliere regionale. A ben vedere tale affermazione non è altro che una “rivelazione” simile più o meno alla scoperta dell’acqua calda, a maggior ragione tenuto conto che Brucchi non potrà ricandidarsi a Sindaco di Teramo avendo raggiunto il limite massimo di mandati previsto dalla Legge. Al netto di cotanta verità, va detto che nel suo complesso il contenuto del presente articolo è una favola raccontata giusto per permettere a Giancarlo di spernacchiare ulteriormente il “povero” Maurizio (in questo caso devo dire abbastanza simpaticamente). Attenzione però, la fantasia/fantascienza è circoscritta soltanto all’oggettivamente improponibile teoria che Brucchi possa candidarsi in Regione in una lista pro-D’Alfonso (diciamolo visto che qualche lettore titolare di pregiudizi o semplicemente ignorante – che poi sono “qualità” in linea di massima corrispondenti – potrebbe crederci), posto che a parte le pernacchie il resto delle contraddizioni evidenziate nell’articolo in effetti favole non sono, anzi rappresentano purtroppo quella stomachevole realtà che è causa della galoppante sfiducia della gente nei confronti della politica e dei politici. In particolare il graffiante sarcasmo di Giancarlo dedicato all’NCD ci sta come il cacio sui maccheroni, è un perfetto assist al sottoscritto per “metterci il carico”. L’emblema dell’assurdità politica in Italia è proprio questo partito (partitino più che altro), che sostiene il Governo del “centrosinistro” Renzi ma in ambito locale si schiera con le coalizioni di centrodestra, persino quelle di cui fa parte la Lega Nord (vedi le recenti regionali in Liguria) capeggiata da un Salvini che reputa Alfano un minus habens a tutti gli effetti. Una presa per il culo indicibile (perpetrata da pochi esponenti di spicco dell’NCD secondo me in danno anche di stimabili, onesti militanti come D’Ignazio e la Misticoni), figlia di perverse dinamiche costituzionali in antitesi con il concetto stesso di “democrazia” che consentono a certi soggetti di governare illegittimamente essendo stati votati da nessuno (Monti, Letta e Renzi), ricorrendo (Renzi) a “manovre” tipo farsi affiancare da individui che pur appartenendo a partiti contrapposti ideologicamente (NCD, appunto) sono evidentemente più interessati a mantenere personali postazioni “di potere” anziché a rispettare l’originaria volontà dei loro elettori, che sicuramente non era quella di “mischiarsi” con un Presidente del Consiglio segretario del PD. A nulla è valso l’escamotage di aver costituito un partito che si chiama Nuovo CENTRO DESTRA – i primi a saperlo sono coloro che l’hanno fondato – con la presunzione di gettare fumo negli occhi dei propri sostenitori, nel tentativo di mascherare la bizzarria del sostanziale (nonché vitale in termini “numerici”) supporto ad un Governo “centrale” di CENTRO SINISTRA (ci sarebbe da ridere se non fosse che c’è soltanto da piangere) Doppia presa per il culo in buona sostanza, che potrebbe sfuggire giusto ad un lobotomizzato e che, perciò, sancisce sin d’ora l’inevitabile destino al quale andrà incontro l’NCD non appena verremo nuovamente chiamati alle urne per scegliere i prossimi nostri rappresentanti in Parlamento, ovvero la sua (meritatissima) scomparsa dallo scenario politico italiano. Per quanto riguarda le incoerenze politiche che contribuiscono a disgustare il popolo, il PD – a tutti i livelli – certamente non è da meno. Infatti c’è il PD nazionale che fa le scarpe ad un Marino per qualche sua cena “offerta” dai contribuenti (oltretutto dimenticandosi delle abbuffate di Renzi in ristoranti di lusso quando era Sindaco di Firenze, pagate con soldi pubblici parzialmente o per nulla rendicontati), ma difende ad oltranza un De Luca pressoché delegittimato da una Legge dello Stato. Così come, parimenti, c’è il PD teramano che sbaglia in modo pacchiano il candidato a Sindaco di Teramo estromettendo dalla corsa per chissà quali masochistiche ragioni un uomo potenzialmente assai vincente, che si contraddistingue per l’inesistente opposizione in consiglio comunale ed ancora che, a detta di Giancarlo, è pronto a screditare colui che dovrebbe essere il “faro” politico in regione perché reo di aver detto in una specifica e semmai unica circostanza che il nostro Primo Cittadino è stato bravo. Caspita… se la politica italiana è tutto sto paradosso, va a finire che alle prossime regionali Brucchi davvero potrebbe andare a braccetto con D’Alfonso… ;-)

 Condivido tutto Sanracruz, tranne il fatto della favola.
Lo scherzo è stato fatto veramente.

 

@Santacruz, anche il Psi di Craxi governava l'Italia con la Dc e le amministrazioni locali con il Pci, ma i democristiani, come i craxiani e gli attuali renziani, non si sono mai fatti scrupoli per l'apparente contraddizione. A mio parere Brucchi non governerà insieme a D'Alfonso, democristiani entrambi, solo perchè il sindaco di Teramo, forse l'unico della coalizione ufficiale del centrodestra, è romanticamente attratto dall'abito e non dal monaco e non vorrà apparire un alleato di un sedicente centrosinistro, anche se per i contenuti sono da tempo culo e camicia. Non dimentichi che senza il decisivo sostegno del partito di Berlusconi e Brucchi, il millantatore Renzi non avrebbe potuto copiare e realizzare il programma del cavaliere disarcionato.
Ma quali ventilate dimissioni? E chi ha le palle per rassegnarle? Oggi un "quotato" esponente del PDD che tra l'altro è abituato ad "arrivare dopo lo sparo" ci ha rassicurato che non esiste alcuna spaccatura nel partito. Ma perchè a Teramo esiste il PDD? Il popolo PD è profondamente disgustato e spera soltanto che per metterlo in culo a questi inciucioni possa spuntare il "castigamatti" . Chissà pare che qualche cosa si stia muovendo. Ps: Non si pensi che tutti i teramani abbiano l'anello al naso.
Gentile matita rossa, andiamo per gradi. Punto primo: le dinamiche politiche che “illo tempore” consentivano al PSI di governare con la DC a livello nazionale e localmente con il PCI, sono tutt’altre rispetto quelle che oggi caratterizzano la medesima “condotta” dell’NCD. Spero mi perdonerà se non argomento la suesposta mia replica alle sua opinione circa la similitudine se non addirittura l’uguaglianza fra il “fu” PSI e l’odierno NCD, ad ogni modo sappia che il motivo di un simile “evento eccezionale” esiste ed è il seguente. In genere io illustro nel dettaglio i “perché” delle mie affermazioni (ne consegue, infatti, che quasi sempre i miei commenti pubblicati su questo blog sono abbastanza corposi, al punto da risultare “soporiferi” per i lettori più superficiali), farlo anche stavolta per spiegare i presupposti in base ai quali il PSI di Craxi e l’NCD di Alfano secondo me sono alla stregua del bianco e del nero mi imporrebbe di articolare in premessa un’analisi storico-politica talmente lunga da far passare in secondo piano il mio parere, ergo il senso di un confronto con una persona sicuramente intelligente come lei, sig./sig.ra matita rossa. Mi limito solo a dirle che se Alfano e Renzi fossero due statisti del calibro di Craxi ed Andreotti (personaggi discutibili quanto si vuole, tuttavia di uno spessore politico irraggiungibile sia per Alfano che per Renzi), probabilmente rimodulerei la mia posizione in merito all’obbrobrio rappresentato da esponenti di un partito che si chiama Nuovo CENTRO DESTRA al contempo componenti di un Governo di CENTROSINISTRA. Punto secondo: come vorrei fosse vero che c’è totale armonia fra Brucchi e D’Alfonso. Non so quale sia, sig./sig.ra matita rossa, la sua percezione di cittadino/a abruzzese prima ancora che teramano/a, per quanto mi riguarda a me sembra che più passa il tempo, più Teramo diventa un corpo completamente estraneo al contesto della regione a cui appartiene. Mi dica sig./sig.ra matita rossa, a lei risulta che D’Alfonso, per esempio, abbia mai supportato Brucchi nella sua protesta presso il Governo centrale inerente alcune decisioni assunte che sanciranno la pressoché definitiva “morte” della nostra città, come l’imminente soppressione della Prefettura e la molto probabile “retrocessione” della Questura a semplice Commissariato? A me non risulta, non credo per mia disinformazione bensì perché in realtà D’Alfonso per intuibili, anti-istituzionali ragioni si guarda bene dall’affiancare Brucchi nelle suddette legittime, doverose battaglie. Eppure non dovrebbe essere così se i due fossero davvero culo e camicia (per giunta “da tempo” come lei dice), o sbaglio? Punto terzo: penso che in termini di decisivo – sottolineo DECISIVO – sostegno a Renzi, c’è un’abissale differenza fra un Berlusconi che “stipula” il cosiddetto “Patto del Nazareno” (peraltro spesso disatteso da Renzi in primis) facendo restare Forza Italia magari formalmente ma comunque di fatto all’opposizione e la decisione di Alfano e Co. di far parte integrante dell’attuale Governo nazionale, con tanto di esponenti dell’NCD nominati ministri, vice-ministri, sottosegretari, ecc. Riterrei non vi siano margini di discussione sul fatto che il popolo di centrodestra ed in generale di anti-centrosinistra considera il “Patto del Nazareno” una mera scelta politica (semmai per qualcuno non condivisible, tuttavia esclusivamente una scelta politica) e, di contro, interpreta l’appartenenza ad un Governo il cui Presidente del Consiglio è il segretario del PD come un paradosso talmente inspiegabile da doverlo reputare necessariamente un tradimento (che non essendo soltanto ideologico assume la forma – come ho già detto nel mio precedente intervento – di una vera e propria presa per il culo). Ecco perché sono convinto che alle prossime elezioni politiche, Forza Italia sarà ancora presente in Parlamento – decideranno gli elettori se come partito di opposizione o meno – al contrario dell’NCD che, come già successo al FLI, si disintegrerà in virtù di una percentuale di consenso al di sotto della soglia di sbarramento (con buona pace di Alfano che, insieme a Fini, si godrà il lauto vitalizio maturato seduto in riva al mare a guardare l’orizzonte tutto il giorno). Ce lo sapremo ridire sig./sig.ra matita rossa, la saluto.