Il conto alla rovescia è partito.
Maurizio Brucchi è ancora sindaco di Teramo perchè il Pd e transfughi vari, alleati nazionali vari ed eventuali ancora non hanno dato il consenso sulla ricerca del futuro candidato sindaco del centro sinistra.
Le colazioni, i pranzi, le merende varie stanno convergendo su di un unico nome.
Nonostante le resistenze.
Un nome che per rettitudine e stile potrebbe abbracciare anche molti elettori del centro destra.
C'è bisogno di qualità, di normalità e di visione.
Maurizio Brucchi ha creduto a tutti i finanziamenti annunciati dal Governatore D'Alfonso che in conferenza congiunta, allisciava il pelo ( si fa per dire) del ex canuto Primo Cittadino.
Una domanda a voi lettori.
Secondo voi, il Presidente D'Alfonso, riempirà di soldi Teramo, facendoli spendere e fare bella figura a Maurizio Brucchi?
Tutto è stato programmato in maniera chirurgica.
La spesa è stata fatta e il peperoncino di Casa Brucchi si dimostrerà troppo piccante.
L'accordo con il buon Tancredi c'è stato con uno scambio di nomine che ha falto saltare sulle punte da ballerina il Rettore D'Amico.
Un volteggio seguito da un rond de jambè e la caduta del nome Unite del buon Mattioli che porterà il Direttore IZS al NCD e la vice presidenza della Fondazione Tercas al Pd.
Probabile la nomina di Claudio Ruffini.
In mezzo l'Asl unica che ha creato una sana spaccatura nelle diverse anime del Partito Democratico.
In realtà D'Alfonso punta a gestire gli appalti e i servizi sanitari regionali su larga scala ma a Teramo si rischia di rimanere appesi.
I territori vanno rispettati e la Sanità è l'espressione massima di una Provincia.
Poi cadrà Brucchi... lui se ne accorgerà sempre troppo tardi.
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