In attesa e con paura.
Non servono a nulla le rassicurazioni dei vertici della Banca Popolare Di Bari, impegnati in queste ore a trovare altre rassicurazioni per i trecento milioni di euro, dei contributi volontari delle banche dal fondo interbancario.
Non servono a nulla in un territorio che ha visto svanire azioni e obbligazioni.
Non servono a nulla dopo le rassicurazioni di tanto tempo fa dell'ex presidente Nisii " Ritengo opportuno e doveroso segnalare ai clienti e ai risparmiatori -che l'istituto è in assoluta sicurezza. Nulla, quindi, debbono temere. Sottolineo, inoltre, che la gestione commissariale sotto il diretto controllo della Banca d'Italia offre la più ampia garanzia di salvaguardia della grande realtà che Banca Tercas Spa da decenni ha rappresentato nel territorio abruzzese" e del senatore Tancredi " È un provvedimento duro che non ci aspettavamo non entro nelle contestazioni dell'organo di vigilanza, ma lo considero un episodio che non avrà ricadute per i correntisti e per l'economia del territorio. Banca Tercas è un istituto solido, non alimentiamo preoccupazioni".
Illuminati.
Non dimentichiamo che la prima vittima del default bancario italiano è stata la regione Abruzzo.
Bari confermerà l'acquisto di Tercas o l'ex Cassa di Risparmio tornerà sul mercato?
I risparmiatori non si fidano come si sono fidati, sbagliando, gli investitori di Pizzoli con la Banca Etruria.
Erano tranquilli e ora un comune di quasi 5 mile anime affronterà in via Giudiziaria, ( sarà Cantone dell'Anac a decidere i ricorsi) il tentativo di recuperare dieci milioni di euro.
La sfiducia è imperante e le telefonate alla nostra redazione sono la conferma di uno stato di sospensione.
Sul fronte Bcc teramane tutto tace.
La paventata fusione per creare un unico istituto è presa in considerazione solo per vendere più facilmente l'intero blocco?
Ipotesi come in fondo tante altre.
Sarà la Bcc di Roma a invadere con la propria forza e liquidità il mondo del credito cooperativo teramano?
Forse, l'unica salvezza.
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