In esclusiva I Due Punti seguiranno il conclave del Consigliere regionale Paolo Gatti e la lista civica al comune di Teramo, Futuro In.
Un solo ordine.
Nulla dovrà uscire dalla riunione.
Non si parlerà del disastroso bilancio che si dovrà approvare.
Non si parlerà della disastrosa esternalizzazione delle scuole e del caro mensa.
Non si parlerà della mancanza di manutenzione a Teramo con l'assenza di asfalto e del taglio d'erba.
Non si parlerà di Cultura.
I quattro assessori di riferimento di Futuro In sono perfetti e Teramo ne gode giornalmente i frutti.
Si parlerà di Resistenza e partigiani.
Gatti chiederà di resistere fino a Primavera poi si andrà a votare.
Servono le preferenze del sindaco Brucchi e compagnia votando.
C'è chi auspica il Commissario per passare la patata bollente del bilancio allo Stato.
Conti che vedranno un drastico taglio per tutti i settori con l'ennesimo sacrificio chiesto ai teramani.
La verità?
Nella risposta dell'assessore Eva Guardiani a un'interrogazione del consigliere Gianluca Pomante.
" Attualmente l’anticipazione di cassa si aggira sempre sui 15 milioni di euro insomma, non abbiamo delle notizie ad oggi positive su questo. Come rientrare? Come rientrare? È una bellissima domanda, oltretutto sono sempre più stringenti anche le regole di bilancio che non ci permettono adesso di... dobbiamo accantonare parecchie somme, cioè come sappiamo di situazioni che dobbiamo adesso prevedere. La situazione prevalentemente è questa; abbiamo 12 milioni di euro sempre, se non qualcosina di più di TARI da riscuotere, nonostante tutte le attività che sono state poste in essere in questi anni, purtroppo insomma non è che possiamo costringere... cioè sappiamo benissimo come siamo messi. Quindi diciamo che i crediti che il comune vanta nei confronti dei cittadini, delle aziende soprattutto, ogni giorno facciamo istanze di insinuazione al passivo su somme naturalmente considerevoli, per società che in questi anni non hanno pagato la TARI e che comunque hanno delle partite aperte molto elevate".
Questi sono i veri argomenti di cui cercare una soluzione.
Quando si parlerà di risolvere i problemi dei teramani senza chiedere sempre di pagare il conto?
Le riunioni di Futuro In, hanno finora prodotto la sintesi del peggiore documento mai presentato da una forza politica, presente in consiglio comunale a Teramo.
Riusciranno a fare il bis?
In attesa di essere battuti dal carteggio di Dodo Di Sabatino, se scritto da Giacomino Di Pietro, passiamo per il momento la linea allo studio.
Povera Teramo.
Aggiornamento.
Piccole battutine sulle fughe di notizie e discussione sul documento congiunto inviato da Dodo Di Sabatino a tutti i media.
Ecco il testo
"I Gruppi Consiliari delle seguenti liste “NCD - Nuovo Centro Destra”, “Teramo Soprattutto”, a seguito delle gravi vicissitudini che hanno interessato la vita politico amministrativa del Comune di Teramo, ritengono necessario, ancorché improcrastinabile, specificare ai cittadini la posizione dei medesimi e ribadire al resto della maggioranza quali sono i punti programmatici sui quali si è fondato l’appoggio alla candidatura del Sindaco, nonché sull’atteggiamento che si confà all’amministratore della cosa pubblica.
A dispetto delle differenti rappresentanze detenute nell’ambito della Giunta, la gestazione del presente documento nasce dalla profonda ed autentica motivazione che anima i firmatari, riconducibile in esclusiva all’attenzione ed al rispetto che si deve a questa Città nel ben amministrarla, rifuggendo maldestri e malcelati tentativi di sottrazione alle proprie ineludibili responsabilità di governo.
Ciò premesso, la Politica e la buona amministrazione non debbono mai essere barattate con l’ottenimento di incarichi personali, che giustifichino ad ogni costo, la permanenza nel ruolo per il quale si è stati designati, di tal ché appare di tutta evidenza che la presente esperienza politico amministrativa durerà finché vi sarà ancora un minimo di decoro e di dignità da difendere.
Alla semplificata logica dei numeri, come unico strumento di autoregolamentazione delle forze politiche in campo, il presente documento intende dimostrare che la Politica si fa con il pensiero prim’ancora che con le azioni, delle quali forniremo proposte nel corso del presente elaborato.
Prendendo a spunto il programma elettorale della coalizione, riteniamo esporre la nostra visione della Città di Teramo, facendo esplicito riferimento a quelli che sono i punti nevralgici sui quali aprire un dibattito e sui quali effettuare delle scelte determinanti per il futuro della nostra comunità.
La Città deve ricostruire la propria identità attraverso la rigenerazione dei rapporti istituzionali e non solo, con l’Università di Teramo, con l’IZS, con la ASL, con la CCIAA e con tutte le eccellenze e le istituzioni presenti a vario titolo sul territorio, al fine di trarne vantaggio in termini di attività propulsiva, anche mediante l’istituzione di un tavolo permanente, e soprattutto valutando senza retro pensieri, la bontà delle iniziative progettuali che nasceranno da questo proficuo confronto, delle quali ci faremo promotori con un ampio ed approfondito dibattito.
Riteniamo altresì, che la Città debba riscoprire il culto del bello, in un unico ed armonioso sentimento di appartenenza, che unisca le variegate e morfologicamente diverse rappresentanze delle frazioni alla valenza storica ed architettonica del centro cittadino; a tal proposito appare, quindi, indispensabile restituire forza e ruolo ad uno strumento fondamentale qual è quello dell’urbanistica.
E’ innegabile che la Città versi in una condizione di stallo sotto il profilo economico, caratterizzato da negozi sfitti, da attività economiche in difficoltà, dallo spopolamento del nucleo industriale, fattori che, complice una crisi di sistema quasi irreversibile, amplificano le complessità nella risoluzione dei problemi; occorre pertanto stringere un patto viscerale tra l’impresa privata e l’amministrazione pubblica, concertando misure e azioni volte alla mitigazione degli effetti nefasti prodotti dal momento congiunturale vigente.
La Città deve riscoprire la propria vocazione turistica, esaltando i tratti essenziali della sua tradizione: culinaria, artistica, musicale, museale, religiosa e storica, inserendo Teramo in un circuito nazionale e transnazionale che ne valorizzi le identità e le vocazioni.
Un ulteriore elemento sul quale intendiamo fornire una lettura dell’esistente, è rappresentato dalla gestione del patrimonio, che non può essere intesa come mera assegnazione di immobili comunali in funzione delle pur legittime richieste di chicchesia, ma, che, al contrario, debba finalmente costituire un elemento di forza nella gestione intelligente ed economicamente apprezzabile delle risorse endogene del Comune, o, in alternativa, di una trasparente destinazione di utilizzo che contemperi le reali esigenze sociali.
A proposito di welfare, si propone di continuare a compiere la vera integrazione socio sanitaria investendo nella realizzazione di centri diurni che possano veramente fornire sollievo alle famiglie e praticare un’integrazione sociale per disabili e anziani.
Con riferimento alle condizioni di disagio, l’amministrazione deve continuare a credere nella potenzialità e nel valore sotteso alla capacità di dialogo intrapresa con il terzo settore, garantendo uno stimolo e non un sussidio, all’inclusione ed al rilancio delle famiglie in difficoltà, non solo dal punto di vista strettamente economico, ma anche sotto il profilo valoriale.
Con riferimento al rapporto con le società partecipate, stante la complessità del medesimo e attese le sostanziali modifiche apportate dalla normativa vigente, che ne ha fortemente ridisegnato la valenze strategica, si ritiene che il controllo analogo debba essere espletato nelle modalità più asettiche possibili, al fine di preservare il valore della partecipazione, sia in termini economici che in termini di rappresentanza sociale; a tal proposito sarebbe auspicabile che il Sindaco si spogliasse della delega relativa ai rapporti con le società partecipate, individuando una figura terza nell’ambito del proprio esecutivo.
Per quanto concerne lo stato delle manutenzioni e del complessivo decoro urbano della città, riteniamo che qualunque intervento, ancorché richiesto dal singolo cittadino, debba essere soggetto ad una valutazione tecnica asettica basata solo ed esclusivamente sul grado di priorità da attribuire a ciascuno essi in base alla necessità oggettiva, rifuggendo le derive di vario genere.
Noi siamo fortemente convinti che il recupero urbano degli spazi quali, il teatro romano, il mercato coperto, l’ipogeo, l’ex ospedale psichiatrico ed il parco fluviale, debba preservare le istanze e le pulsioni della collettività, rappresentando il collettore di idee e sviluppo culturale e socio economico.
In conclusione, il richiamo al “bene comune” ed all’“interesse generale”, non può prescindere dalla necessità di un forte segno di discontinuità rispetto all’indecoroso esercizio offerto nei giorni passati, finalizzato all’elaborazione di uno sterile vocio che ha, di fatto, sostituito il laborioso e silente attivismo quotidiano, nel quale dovrebbe essere impegnato colui che intende farsi chiamare pubblico amministratore.
Parafrasando Platone nella “Repubblica”, “...E avviene pure che chi si dimostra disciplinato nei confronti dei superiori è definito un uomo senza carattere, servo; che il padre impaurito finisce per trattare il figlio come suo pari e non è più rispettato, che il maestro non osa rimproverare gli scolari e costoro si fanno beffe di lui, che i giovani pretendono gli stessi diritti dei vecchi e questi, per non parer troppo severi, danno ragione ai giovani. In questo clima di libertà, in nome della medesima non vi è più riguardo, né rispetto per nessuno. In mezzo a tanta licenza nasce e si sviluppa una mala pianta:” lo spettro del commissariamento.
Panico a Futuro In.
Hanno chiesto a Rudy Di Stefano di fare una veloce esegesi del testo di Dodo, tradotto da Giacomino Di Pietro.
Romanelli costretto a stare in ginocchio sui ceci e a mangiare senza badge i pasti della mensa.
La Lucantoni ha chiesto notizie su Platone.
Dove fa l'assessore?
Quintiliani si accorge che non c'è Paolo Gatti e la riunione termina.
Scherzi a parte.
Dopo il comunicato congiunto di NCD/Teramo Soprattutto, Futuro In non potrà far altro che decretare la fine dell'Amministrazione Brucchi.
L'altra soluzione, impraticabile, è accettare tutte le richieste di Tancredi e Dodo.
Paolo Gatti preferirebbe votare Rifondazione Comunista.
Teramo avrà il suo commissario.
Questione di Tempo politico.
Il sindaco Brucchi?
In mezzo a questo triste panorama, un vero Gigante.
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