Buche profonde, asfalto che si sgretola, accumuli di terra e carreggiate che, soprattutto in caso di pioggia, rischiano di trasformarsi in vere e proprie trappole. È questo il quadro preoccupante che emerge dalle segnalazioni sulle condizioni di diverse strade comunali interne del territorio di Teramo.
Una situazione che non riguarderebbe soltanto il decoro urbano o il comfort della circolazione, ma soprattutto la sicurezza di automobilisti, motociclisti e ciclisti, costretti a confrontarsi quotidianamente con un manto stradale deteriorato.
A oltre un mese dalla violenta bomba d'acqua che ha interessato il territorio, in alcuni tratti sarebbero ancora presenti consistenti depositi di terra e detriti, capaci di rendere particolarmente scivolosa la carreggiata. A complicare il quadro si aggiungono le numerose buche provocate dal progressivo sgretolamento dell'asfalto, con rischi evidenti soprattutto per chi viaggia sulle due ruote.
Il problema, tuttavia, non può essere affrontato soltanto attraverso riparazioni occasionali. Occorre comprendere se le risorse destinate alla manutenzione ordinaria e straordinaria siano sufficienti e se esista una programmazione capace di prevenire il continuo deterioramento delle carreggiate.
Non si tratta di pretendere strade perfette, ma di garantire condizioni minime di sicurezza a chi ogni giorno utilizza la viabilità comunale per lavorare, studiare o semplicemente raggiungere la propria abitazione.
La domanda rivolta all'amministrazione comunale è semplice: quando saranno effettuati controlli approfonditi e stanziati fondi adeguati per le manutenzioni?
Perché una buca può provocare danni a un'automobile, ma per un motociclista o un ciclista può trasformarsi in una caduta dalle conseguenze ben più gravi.
La manutenzione stradale non dovrebbe diventare una priorità soltanto dopo un incidente. La sicurezza comincia dalla prevenzione, non dal conteggio dei feriti.
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