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Provincia di Teramo, la partita è aperta: Dell’Orletta sale, D’Angelo rischia l’isolamento

di Giancarlo Falconi
3 minuti

TERAMO – Un piccolo consiglio di lettura, prima di entrare nel grande romanzo della politica teramana. Tra le pagine de L’Imbroglio di Alberto Moravia c’è La provinciale, racconto di ambizioni, riscatto e aspirazioni sociali. Un titolo che, con le dovute distanze letterarie, sembra adattarsi perfettamente alla partita che si sta aprendo per la prossima Presidenza della Provincia di Teramo.
I nostri “provinciali”, infatti, stanno già muovendo uomini, alleanze e territori. E in alcuni casi le geometrie politiche assomigliano più a un ossimoro che a una coalizione.
La prima è quella tra Sandro Mariani e Camillo D’Angelo, un asse che avrebbe già conosciuto una prova tutt’altro che felice nella vicenda legata alla Fondazione Tercas. Una storia della quale presto racconteremo retroscena e passaggi politici.
 

Poi c’è Alberto Dell’Orletta, sindaco di Pineto, il cui nome continua a guadagnare terreno. Attorno alla sua importante candidatura potrebbe nascere un fronte capace di mettere insieme diversi Comuni della costa, una parte della Val Vibrata riconducibile a Dino Pepe e, magari, anche un pizzico del secondo Mariani. Leader empatico.
 

Sul versante opposto resta in movimento Paolo Tancredi, ex parlamentare e sindaco di Castelli, nome che avrebbe tra i principali sponsor Paolo Gatti e l’altro, il terzo, Sandro Mariani, protagonista di questa complicata geografia politica. Uno, nessuno e centomila.
 

E poi naturalmente c’è Camillo D’Angelo, presidente uscente. Convinto, forse molto convinto dal suo "intorno e contorno", di aver costruito una Presidenza forte, riconosciuta e apprezzata. Il problema è capire quanti saranno davvero disposti a seguirlo quando arriverà il momento di contare sindaci e consiglieri. Molti gli restituiranno la stessa moneta. Il talento del sindaco D'Alberto, Giovanni Cavallari e la maggioranza di Teramo. I Cavalieri della luce lo attendono.
 

Alla finestra osserva Fabio Altitonante, sindaco tra i sindaci, pronto ad aspettare che gli altri consumino alleanze, candidature e, soprattutto, autodistruzioni politiche.
 

Da seguire anche la posizione di Vincenzo D’Ercole, ormai fuori dalle grazie di Mariani, che difficilmente dimentica gli strappi politici, salvo rare e significative eccezioni come quella di D'Angelo.  D’Ercole sarebbe stato visto a Bisenti insieme a circa una ventina di amministratori in occasione di una festa associativa.
 Tre sindaci e numerosi consiglieri avrebbero chiesto al “cantore della Val Fino” di valutare una candidatura fortemente territoriale. Un segnale che racconta come, lontano dai grandi tavoli ufficiali, la partita sia già iniziata.
 

La nostra impressione, oggi, è che Camillo D’Angelo rischi di essere lasciato solo lungo l’assolata autostrada della politica provinciale, mentre continuano a salire le quotazioni di Alberto Dell’Orletta. Senza una sola rappresentanza femminile. Sarà contenta il sindaco di Castel Castagna, Rosanna De Antoniis.
 

Naturalmente siamo ancora alla fase delle prove generali. Le alleanze possono cambiare, i veti diventare accordi e gli amici trasformarsi rapidamente in avversari.
Del resto Moravia lo aveva scritto molto meglio: “Le amicizie non si scelgono a caso, ma secondo le passioni che ci dominano.”
In politica provinciale, spesso, anche secondo i voti che mancano.

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