Sconcertante ma prevedibile epilogo nelle assunzioni di addetti all’immissione dati alla ASL di Teramo.
Gli interessi della politica sembra abbiano avuto la precedenza sui diritti dei disoccupati che sono di nuovo calpestati.
Il presidente D’Alfonso avrebbe, secondo le informazioni fornite dalla ASL, deciso di annullare le assunzioni in corso e gettare nella disperazione le centinaia di disoccupati che da anni subivano interpretazioni di legge che li avevano costretti a cedere i loro posti ad altri nelle selezioni a tempo determinato o indeterminato.
Due mesi fa dopo anni di vane proteste finalmente i disoccupati avevano ottenuto una importante vittoria che aveva chiarito in modo inequivocabile la non corretta attuazione delle procedure di formulazione delle graduatorie.
Negli scorsi mesi si era scoperto infatti, un sistema attuato per favorire determinate persone e dopo le proteste dei tanti disoccupati esclusi e non assunti in modo immotivato era intervenuta l’Istat che aveva costretto la ASL e la provincia a bloccare le liste fatte in modo palesemente sbagliato.
Invece di reintegrare nelle graduatorie centinaia di persone immotivatamente escluse il bando era stato annullato con promessa di nuovo bando nel più breve tempo possibile.
Nulla era stato fatto tuttavia per altre selezioni che seguendo le indicazioni Istat avevano premiato persone a cui quei posti non spettavano.
La precisazione Istat chiariva in modo inequivocabile che nei bandi va indicata l’unità professionale e non codici particolarmente restrittivi e che quindi molte delle persone escluse avevano maturato il diritto di essere assunte anche nelle precedenti selezioni con il risultato che determinate persone a cui era stata assegnata la qualifica a tavolino erano state assunte e tutti gli altri che avevano ottenuto il titolo a seguito di corsi di formazione esclusi.
I disoccupati, malgrado il successo ottenuto dopo anni di soprusi subiti, avevano subito manifestato le loro perplessità sul fatto che si sarebbe rifatto un bando in quanto temevano le pressioni che sarebbero arrivate da politici e sindacati che miravano ad assumere determinate persone a loro vicine e che puntualmente hanno ottenuto il blocco di tali assunzioni.
La Asl infatti ha comunicato che a seguito di richiesta della regione tali assunzioni non si faranno più in quanto la regione avrebbe deciso di bloccare le assunzioni e di dare la precedenza a lavoratori in esubero in altri enti.
Questo malgrado prima del bando per addetti immissione dati si era provveduto prima a verificare, come prescritto dalle leggi, se vi fossero lavoratori in esubero presso altri enti incluse le province ed ad assumere quindi 13 lavoratori con la mobilità volontaria.
Occorre notare che contemporaneamente a tale decisione la ASL ha pubblicato sul suo sito un bando per una gara per dare il servizio in appalto ad una ditta esterna che fornirà personale da utilizzare nelle stesse mansioni e che potrà assumere personale senza ricorrere alle graduatorie previste per legge. In sostanza dopo tre anni in cui Asl, dirigenti regionali, provinciali e assessorati vari hanno sempre confermato la correttezza delle procedure e quando mancavano solo le assunzioni si è deciso di applicare una circolare uscita ad ottobre 2015 ed a bloccare procedure di assunzioni iniziate prima nel 2014.
La domanda che molti si fanno è perché si sono bloccate tali assunzioni a procedure ultimate e solo dopo che qualcuno aveva fatto notare gli errori e non le altre fatte prima e quelle fatte per il tramite di agenzie interinali?
Oltretutto va chiarito se la comunicazione di D’Alfonso inviata ad ottobre chieda di sospendere tutte le assunzioni, anche quelle già in atto o se riguarda le nuove assunzioni.
Nel caso riguardi solo le nuove quelle di addetti immissione dati, magazziniere e centralinista non si comprende perché si siano bloccate essendo iniziate prima della comunicazione di D’Alfonso.
Se valesse per tutte anche gli altri concorsi da dirigente o altre figure in corso di selezione andrebbero bloccate. Piacerebbe sapere dal governatore D’Alfonso perché poi la regione ha chiesto l’annullamento di tali assunzioni prima autorizzate ed espletate come previsto dalla legge con anche la precedente richiesta di assunzione di lavoratori in mobilità e poi invece annullata solo dopo che ci si è accorti che i nominativi dei vincitori non erano quelli preventivati.
Se si deve dare la precedenza a lavoratori in esubero perché dare in appalto il servizio a ditta esterna che non assumerà di certo i lavoratori delle province? E perché non bloccare pure le assunzioni tramite ditte interinali?
Se tale principio vale per il bando per disoccupati dovrebbe valere anche per gli altri.
Morale di tutto i disoccupati ora si ritroveranno oltre al danno di non essere stati assunti in mansioni a cui avevano diritto, anche la beffa di veder svanita la possibilità di essere risarciti con un altro bando. I disoccupati esclusi ringraziano per l’attenzione a loro data
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