«Mi hanno buttato a terra. Erano un gruppo di adolescenti, ma non chiedetemi la nazionalità o altri particolari, perché tutto è accaduto in pochi minuti».
Comincia così il racconto di Antonio, 66 anni, ex tecnico informatico oggi in pensione, che nel tardo pomeriggio di ieri sarebbe stato vittima di un'aggressione nel centro storico di Teramo.
Secondo la sua testimonianza, un gruppo di giovanissimi, che avrebbe continuato a urlare lungo le vie del centro cittadino, lo avrebbe preso di mira fino a provocarne la caduta.
Antonio è ancora sotto shock. Più delle conseguenze fisiche, fortunatamente limitate, a ferirlo sarebbe stata la mortificazione subita.
«Mi sono sentito umiliato e deriso. Per fortuna la caduta non mi ha provocato fratture o altri danni, considerando soprattutto le mie condizioni di salute e una grave forma di osteoporosi».
Una circostanza che avrebbe potuto rendere particolarmente pericoloso anche un semplice impatto con il terreno.
Il pensionato, almeno per il momento, non avrebbe intenzione di presentare denuncia. Ha però deciso di raccontare l'accaduto attraverso il nostro giornale per mettere in guardia gli altri cittadini e sollecitare una maggiore presenza delle forze dell'ordine nelle strade del centro storico.
Perché non valutare il ritorno del vigile di quartiere a Teramo? Una figura capace di conoscere residenti e commercianti, raccogliere segnalazioni, prevenire situazioni di degrado e rappresentare un riferimento quotidiano per i cittadini.
Sarebbe inoltre opportuno valutare un servizio di pattugliamento a piedi, recuperando una presenza sul territorio simile a quella assicurata in passato dalla squadra antidegrado.
Le automobili di servizio sono certamente indispensabili per numerosi interventi, ma non possono sostituire completamente il contatto diretto con le persone e il controllo delle vie più frequentate.
Antonio non chiede vendetta. Non pretende neppure che qualcuno venga individuato a ogni costo. Vorrebbe soltanto poter tornare a passeggiare nella propria città senza il timore di essere nuovamente aggredito.
Sessantasei anni, una salute fragile e la paura di cadere ancora. La sicurezza di una città si misura anche dalla possibilità di attraversare il suo centro storico senza sentirsi vulnerabili.
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