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Scuola. Teramo. Le assistenti non possono usufruire della mensa perchè lavorano meno di sei ore al giorno...

di Giancarlo Falconi
3 minuti

La Cooperativa Sociale Filadelfia e la Cooperativa Sociale Nuovi Orizzonti Sociali, gestori del servizio di assistenza educativa scolastica in favore degli alunni disabili frequentanti le scuole di primo grado del Comune di Teramo, desiderano chiarire quanto pubblicato a mezzo stampa nei giorni scorsi relativamente al pranzo delle assistenti educative.

La normativa in materia individua la pausa (anche eventualmente per consumare il pranzo) come un diritto che spetta a tutti i lavoratori con un contratto che preveda un orario di lavoro giornaliero di oltre 6 ore consecutive e diventa obbligatoria dopo 6 ore di lavoro.

Le assistenti che chiedono di usufruire del pasto presso le mense scolastiche hanno un contratto part time (21 ore settimanali); in ogni caso, in nessun giorno della settimana, il loro impegno eccede le 6 ore giornaliere ed in alcuni giorni, il loro orario di lavoro si accavalla al servizio mensa (ad esempio per chi lavora dalle ore 12:00 alle ore 16:00).

Negli anni precedenti, grazie all’impegno del Comune di Teramo e alla disponibilità della ditta Vivenda, che eroga il servizio mensa, le assistenti educative che lavoravano durante l’orario dei pasti, hanno potuto usufruire gratuitamente della mensa scolastica.

Quest’anno, nonostante il rinnovato impegno del Comune di Teramo, della ditta Vivenda e delle scriventi cooperative per riconfermare l’accordo alla fruizione gratuita del pasto, sono state inopportunamente divulgate informazioni e notizie non corrispondenti alla realtà dei fatti, che hanno messo in cattiva luce tutti i soggetti coinvolti.

A tal proposito, le scriventi Cooperative, nella figura dei rispettivi Presidenti, sono a dir poco stupite (e se ne dissociano) rispetto a quanto letto sui giornali e sui social, relativamente al malumore e all’acredine manifestata da alcuni dei propri dipendenti, a cui sono stati sempre garantiti tutti i diritti previsti dal C.C.N.L.

Date le premesse, ringraziamo pubblicamente il Comune di Teramo e la ditta Vivenda per tutto quanto fatto negli anni passati e ci auspichiamo che si possa continuare al meglio la proficua collaborazione anche per il futuro.

 

Il Presidente della Cooperativa Sociale Nuovi Orizzonti Sociali  

Candida D’Abate  

 

 

       

                                 Il Presidente della Cooperativa Sociale Filadelfia

                                                              Paola Palucci



Risposta de I Due Punti



Cari Firmatari del Comunicato Stampa di Risposta agli articoli e ai commenti letti sui social...


I commenti ritenuti diffamanti vanno semplicemente querelati e segnalati.
Non possiamo accettare la politica di tutt'erba un fascio o sordite e velate intimazioni. 
Al di là del 
C.C.N.L. esiste anche il rapporto tra assistente e assistito che va tutelato contro ogni ostacolo o limite burocratico.

L'attimo della condivisione delle mensa deve essere valutato come formativo e di alto valore sociale.
Questa è la risposta che ci sarebbe piaciuto leggere e che avrebbe fatto la differenza visto l'esiguo  numero di persone interessate.
Peccato, a nostro avviso,  una occasione persa di crescita e di maturazione.


     Giancarlo Falconi

Direttore de I Due Punti


 

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Commenti

Più che giusto, neanche i dipendendenti comunali che lavorano 6 ore mangiano in comune, hanno il buono pasto se fanno il rientro pomeridiano di 3 ore.

Comunque basta portarsi un panino da casa....e non muore nessuno di fame.

Vorrei rispondere a chi ha scritto che "basta portarsi un panino da casa...e non muore nessuno di fame": peccato che nei luoghi scolastici dedicati al momento del pranzo non sia permesso mangiare alimenti portati da fuori. Vi sono, quindi, assistenti all'autonomia e alla comunicazione che, durante il pranzo, guardano alunni e insegnanti mangiare e, spesso, sono costretti a mangiare in orari improbabili, pur di non saltare il pranzo. Tanto meno viene data loro la possibilità di acquistare il pasto nella mensa della scuola.

Penso che offrire loro un pasto da pochi euro non uccida nessuno, sarebbe un gesto di civiltà e inoltre, come ben scrive Falconi, la mensa è un momento di socializzazione importante e vale la pena di viverlo insieme.

Preciso che sono sottopagate perché il loro contratto prevede stipendi bassi.