Un Abruzzo dei Comuni che consegna la cittadinanza onoraria al Magistrato anti mafia Nino Di Matteo ( Pescara, Chieti, Montesilvano, Spoltore, Città Sant’Angelo, Bucchianico, Miglianico, Mosciano Sant’Angelo e Pineto); un Abruzzo che applaude alle parole contro la prescrizione da parte del magistrato della procura di Palermo " Quando un processo si estingue per via della prescrizione, è una sconfitta per tutti: per il magistrato, per le forze dell'ordine, per le persone offese e anche per l'imputato, perché lo Stato rinuncia ad accertare la verità".
Un Abruzzo che si volta dall'altra parte a cercare il viso del Governatore, Luciano D'Alfonso; un Abruzzo stufo e stanco anche delle nomine inopportune ( Sorgi ultima ciliegina con un cda-adsu complice e silenzioso); un Abruzzo che trova in quelle parole di condanna etica e morale, la ragione dei rapporti freddi e distanti tra Roma e L'Aquila, tra Renzi e D'Alfonso.
Come si riparte?
Da un capo e un semplice colore.
La maglia rosa del neo Sottosegretario alla Giustizia, Federica Chiavaroli, che gode per il suo centrismo romano, piena fiducia dei poteri forti della Capitale.
Contatti che si intensificano, che si nutrono giornalmente e che diventano trasversali, educati, programmati, futuribili.
Da una parte i soliti noti, Piccone, Di Stefano, Febbo, Luciano D'Amico e quel Paolo Gatti che come primo della classe, rimane fermo con la mano alzata per la più importante delle interrogazioni.
Mentre Gerosolimo si candidata al parlamento e candida la preparata consorte, ( ex assessore Giunta del Corvo) a sindaco di Prezza, ( se Sulmona fosse caduta prima ora la missione elettorale sarabbe stata un'altra); mentre Dodo Di Sabatino gioca facile a Teramo; mentre Cavallari prepara due liste civiche da migliaia di elettori; mentre Mariani conquista parte della Marsica e si divide contatti su contatti; mentre diventano fondamentali i laboratori politici di Roseto e la stessa Sulmona; mentre si mente e si corre a nascondersi, a Roma si gioca una partita importante.
La più importante.
Federica Chiavaroli e parte del NCD renziano, tesse la rete per la candidatura a Governatore della Regione Abruzzo.
In realtà tutto l'NCD per il partito unico, della nazione, per la nuova democrazia cristiana.
Fate Vobis.
Un tagli e cuci da matassa e transumanza.
Paolo Gatti, diretto al centro come tanti altri democristiani, pagherebbe il turn over della teramanità e Federica, sintesi perfetta tra centro destra, centro sinistra e cupolone, avrebbe dalla sua parte quella maglia rosa, mai indossata da nessun presidente Abruzzese.
Rosa di sera bel tempo si spera.
Una questione di salsa e di politica.
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Angelo,scusami, ma siete voi che non perdete un colpo ogni volta per dimostare che non contate nulla.Nle Pd conta solo Luciano anzi i Luciano.
Solo D'Alfonso e le sue nomine.
Il resto è solo silenzio e accondiscendenza.
Pronto a essere smentito ma dai fatti e non dai proclami.
Grazie.