Finalmente oggi in commissione bilancio, è stata trovata dal presidente D’Alfonso la soluzione ai gravissimi problemi di bilancio che affliggono, ormai da lunghissimo tempo, la nostra Regione. Una soluzione a dir poco stupefacente, che lascia esterrefatti e pieni di ammirazione.
Pochi mesi fa, il 17 luglio scorso, la Corte dei Conti ha rilevato pesanti violazioni, da parte della Regione, dovute alla mancata redazione disvariati documenti di bilancio. Come se ciò non bastasse, pochi giorni or sono, un’altra deliberazione della Corte ha evidenziato l’ennesima irregolarità del governo regionale rispetto a quanto prescritto dalle norme in materia di contabilità.
La possibilità di integrare le sezioni regionali della Corte dei Conti è prevista nella Legge la Loggia (lg 131/2003) che pone ogni onere finanziario relativo a tali nomine a carico della Regione. E proprio al pagamento degli emolumenti dei due membri aggiunti sono destinati i 380.000 stanziati in bilancio. Viene da chiedersi, a questo punto, quale motivo possa essere alla base di tale scelta considerato che la legge non impone ma attribuisce solo una facoltà alla Regione di procedere in tal senso. E soprattutto se sia eticamente corretto che un ente sottoposto per legge a controllo da parte della Corte dei Conti possa nominare e finanziare il proprio controllore, visto che uno dei principi cardine del nostro ordinamento giuridico, come ci ricorda l’articolo 101 della Costituzione, è e deve essere l’indipendenza e l’autonomia della magistratura.
Oltretutto, spendere 380.000 euro per pagare gli stipendi a due membri aggiunti della Corte dei Conti, la cui presenza non produce alcuna utilità per i cittadini, è a dir poco inopportuno visto che, in nome della esiguità delle risorse di bilancio, D’Alfonso e la Giunta stanno tagliando servizi e prestazioni fondamentali per il cittadino.
Inopportuno.. per la collettività ovviamente. Riccardo Mercante
Consigliere regionale Moviemnto Cinque Stelle
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