«Oggi per noi è un giorno speciale. Entroterra entra nella Guida Michelin».
Non poteva essere altrimenti per 'i ragazzi di Entroterra', quelli che ormai tutti a Teramo conoscono così. Nel cuore del centro storico, a pochi passi dal Duomo tre giovani appassionati hanno dato vita a un'esperienza: Jacopo e Paride ai fornelli, impegnati in una cucina regionale abruzzese arricchita da un tocco contemporaneo, e Luca in sala, dedicato all’accoglienza e alla cura della cantina.
«Un riconoscimento che premia il lavoro quotidiano, la ricerca delle migliori materie prime, il rispetto della stagionalità e l’amore per il nostro territorio.
Ringraziamo il nostro staff, i produttori che collaborano con noi e tutti gli ospiti che ogni giorno scelgono di sedersi alla nostra tavola.
Questo traguardo non rappresenta un punto di arrivo, ma uno stimolo a continuare a fare ciò che amiamo con ancora più passione».
Teramo può vantarsi non solo di avere un piccolo gioiello entrato nella Guida, ma di avere ragazzi appassionati che hanno deciso di investire sul territorio, di servire l'idea di restanza, condita da una generosa dose di intraprendenza, su un letto di passione, con un quanto basta di ambizione e quel pizzico di rischio. Per chi decide di coltivare l'entroterra non è semplice. Per chi decide di credere in un'idea è una sfida. E quei ragazzi hanno saputo davvero come fare.
Tra le proposte più riuscite, come racconta la Guida, spicca la lingua di vitello con zucca arrosto, salsa verde, maionese alle alici e chips di riso, piatto equilibrato e ricco di sfumature. Imperdibili anche i dessert, come la panna cotta alla vaniglia e camomilla, accompagnata da mirtilli congelati, salsa e crumble al cacao: un finale che conquista per contrasto, freschezza e precisione.
Io vi voglio bene.
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