Un semplice caffè.
Un bar del Centro di Teramo.
Il Babila.
Passaggi tra Canzio e Fracassa.
Attori non protagonisti, Dodo Di Sabatino detto il Limboman e Paolo Gatti, vice presidente del consiglio regionale.
La posizione di Alfonso Di Sabatino Martina è sempre la stessa.
La descrive Dante del secondo canto dell'Inferno.
La cifra dei grandi pagani credenti.
Sospesi senza pena ma in attesa di incontrare Dio.
Senza peccato ma senza il battesimo di una vera destra o di una vera sinistra.
Dodo è tentato dal buon D'Alfonso e da ciò che potrebbe offrire la valigia dei "Paoli".
La preoccupazione primaria?
Arrivare secondo.
Dodo e dimenticavo Covelli e De Paulis, non vogliono arrivare secondi, terzi e quarti nel fare cadere Brucchi.
Gatti ha semplicemente ricordato il patto di inizio estate e di quel semestre di attesa.
La valutazione sulla piattaforma programmatica.
Tutto dopo il referendum.
Tutto dopo il 4 a questo punto dopo il 13 Dicembre.
Non una data a caso.
Brucchi non si potrà ricandidare.
Dodo è preoccupato.
Ha preso tempo.
Ma è fuori dal podio.
Medaglia di legno.
Covelli e De Paulis?
Doppiati.
Dante?
Ci ha mandato tutti all'inferno.
Commenta
Commenti
Ma ancora a parlare di sta gente?!?!? Ma basta... Teramo siamo noi, non questi 4 chiappagalline!! Riprendiamoci la nostra città e cacciamoli a calci nel sedere.... Dovranno vergognarsi di mettere il naso fuori casa per i prossimi dieci anni...