TERAMO – Venti minuti. Tanto sarebbe trascorso tra l'esplosione di alcuni petardi e di una piccola batteria di fuochi d'artificio, nei pressi del centro di Teramo, e due furti messi a segno nelle abitazioni di altrettanti cugini. Un particolare che alimenta interrogativi su quanto accaduto ieri pomeriggio, mercoledì 14 ottobre.
I malviventi avrebbero portato via complessivamente 1.300 euro in contanti e alcuni gioielli in oro di famiglia, prima di dileguarsi.
L'episodio arriva dopo i due precedenti casi di batterie pirotecniche esplose senza autorizzazione e atti vandalici registrati a Fonte della Noce, sotto Circonvallazione Ragusa. Questa volta, però, le esplosioni sono avvenute in un'altra zona della città, vicino al centro.
Il particolare che incuriosisce è proprio la breve distanza temporale tra i fuochi d'artificio e i furti. In alcune realtà, infatti, petardi e batterie pirotecniche potrebbero essere utilizzati anche come segnali convenzionali per comunicare l'arrivo di sostanze stupefacenti oppure la presenza di abitazioni momentaneamente vuote, evitando comunicazioni telefoniche.
Un'ipotesi che, nel caso di Teramo, non trova al momento alcuna conferma e che non può essere considerata una spiegazione dei due furti.
Nei prossimi giorni dovrebbero essere formalizzate le denunce di rito, mentre resta da chiarire l'esatta dinamica degli episodi.
Prima i vandalismi e le esplosioni a Fonte della Noce, adesso nuovi petardi vicino al centro e due abitazioni visitate dai ladri. Episodi distinti, almeno fino a prova contraria, ma sufficienti a riaccendere l'attenzione sulla sicurezza cittadina. La domanda non riguarda soltanto il significato di quei fuochi, ma soprattutto la necessità di prevenire nuovi furti e garantire maggiore tranquillità ai residenti.
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