La cliente non era stata informata sul rischio dell'investimento.
In sintesi la sentenza del giudica di pace di Teramo, la d.ssa Simona Bondi Ciutti che ha sottolineato la difficoltà da parte di un sottoscrittore nel comprende appieno la natura dell'investimento di natura speculativa quando la volontà espressa era di non dover correre nessun rischio economico.
La banca doveva, per esempio, informare il proprio cliente dell'andamento delle azioni e altre peculiarità che non sono state rispettate.
Poi la storia è conosciuta.
Poche migliaia di euro perse per l'azzeramento del valore delle azioni all'indomani del commissariamento.
Siamo alla terza sentenza di risarcimento a sfavore di Banca Tercas e pare che molte altre stiano arrivando a giudizio.
Una domanda senza interessi.
Che fine hanno fatto gli azionisti che si erano rivolti in massa alle associazioni dei consumatori?
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