Apprendiamo dagli organi di informazione dell'idea del Comune di Pescara di "alleggerire" il carico del depuratore di Pescara facendo scaricare i liquami di parte di San Giovanni teatino e di Spoltore non più in quell'impianto ma in quello di Contrada San Martino a Chieti scalo gestito dal Consorzio di Bonifica centro.
L'intenzione era emersa già ad agosto scorso e viene riproposta in queste ore.
Facciamo sommessamente notare a chi suggerisce una tale salvifica "soluzione" che nel frattempo il depuratore chietino due mesi or sono è stato posto sotto sequestro con accuse gravissime come lo sversamento di arsenico nel fiume e diffuse criticità e carenze impiantistiche e gestionali. Ne hanno parlato anche i media nazionali; evidentemente a qualcuno è sfuggito questo piccolissimo particolare.
Tra l'altro, un paio di settimane fa, un quotidiano, con grande enfasi, ha anche riferito di forti problemi nelle procedure analitiche di controllo nel depuratore chietino per la temporanea sospensione della fornitura delle sostanze necessarie per la strumentazione.
Che dire? Non vorremmo cadere dalla padella alla brace.
Foto: hgnews
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