Salta al contenuto principale

Follia a Pescara: giunta Alessandrini vuole aumentare del 30% volume stabilimenti balneari.

di Anonimo
3 minuti

La Giunta Comunale di Pescara ha approvato il 9 dicembre scorso la delibera con le modifiche alle norme del “Piano spiaggia” recependo le disposizioni dell’orrendo Piano Demaniale Marittimo Regionale approvato con voto unanime di centrosinistro e centrodestra e tiepidissima opposizione M5S (ricordo che il PDM regionale era stato bloccato con 1000 emendamenti dal sottoscritto ma è stato poi approvato dopo la vittoria di D’Alfonso)
Nonostante non fosse obbligata a farlo la Giunta Alessandrini ha introdotto dunque la possibilità di aumentare di un ulteriore 30% il volume dei nostri stabilimenti balneari.
Aumentare ulteriormente il volume degli stabilimenti è un’autentica follia: basta fare una passeggiata per la nostra riviera per rendersi conto di quanto siano cresciuti grazie a una politica complice e irresponsabile i volumi sul nostro arenile rendendo per molti tratti invisibile e inaccessibile la nostra spiaggia e il nostro mare.
A Pescara di tutto si sente la mancanza meno che di stabilimenti ancor più ingombranti.
Vi sono anche altre modifiche negative su cui ritorneremo ma è bene oggi sottolineare l’indignazione e invitare la Giunta e la maggioranza a fare marcia indietro rispetto a un testo sul quale non sono nemmeno state consultate le associazioni ambientaliste e i comitati.

Le organizzazioni di categoria dei balneatori come possono pensare di ricevere solidarietà rispetto alla Bolkstein se poi chiedono di poter continuare con comportamenti così contrari alla tutela di un bene demaniale? Dietro la proposta di questo “piano spiaggia” è ben visibile il ruolo degli stessi personaggi che per ingraziarsi i balneatori hanno evitato di mettere i cartelli con i divieti di balneazione la scorsa estate. Una politica lobbistica ed elettoralistica da terzo mondo che rischia di deturpare definitivamente la nostra spiaggia. Di ben altro piano demaniale avrebbe bisogno Pescara! Le cose non stanno come le ha raccontate al Messaggero il vice-sindaco Enzo Del Vecchio: “Siamo obbligati a recepire quel provvedimento”. Una vera balla. L’aumento del 30% è una possibilità prevista nel Piano Demaniale Regionale votato da “centrosinistro” e centrodestra ma il Comune non ha l’obbligo di recepire quanto previsto nel comma 25 dell’articolo 5 delle NTA del Piano Demaniale Marittimo regionale:“per i comuni fino a 100.000 unità il parametro massimo di metri quadrati 250 è incrementato del 30%”. Come ha spiegato il Prof. Stefano Civitarese in un parere reso al Presidente della commissione urbanistica del Comune di Pescara, i comuni hanno il potere di specificare le previsioni regionali con il limite di non entrare in contraddizione (…) Nella maggior parte dei casi si fissa un obiettivo minimo da perseguire (direttiva) o si stabilisce un limite massimo per i vari tipi di insediamenti consentiti (conformazione del territorio), lasciando evidentemente alla discrezionalità del pianificatore comunale l’opzione se perseguire obiettivi più “ambiziosi” o fissare limiti inferiori a quelli massimi consentiti
Tra i commi che fissano i limiti massimi, che quindi il Comune può decidere di non raggiungere, Civitarese cita proprio il comma 25 dell’articolo 5. La Giunta poteva dunque non recepire ma lo ha fatto. Alessandrini ancora una volta purtroppo segue le indicazioni di D’Alfonso, anzi in questo caso pure quelle di Riccardo Padovano. Ora la proposta deve essere approvata dal Consiglio Comunale. La città assisterà passivamente? Confido in una mobilitazione della cittadinanza per scongiurare questo scempio.
  Maurizio Acerbo, Rifondazione Comunista

Commenta

CAPTCHA

Commenti

W Bolkstein! Balneatori bulimici di incassi anoressici di scontrini. Mangiatevi anche il mare. Altro che imprenditori. Che la Bolkstein li spazzi via tutti!
Ne hanno parlato a report del caso Ostia dove km di stabilimenti creano problemi di accesso per arrivare al mare. Puzza beni' nu tsunami cusci s arpij tutt
Ma sci, faciameli arrecchì angore di chiù
Preliminarmente un’apparente banalità: mi sento fortemente abruzzese, siccome sono teramano. Ergo, dovrei sentirmi “toccato” leggendo di problemi riguardanti una zona che fa parte dell’Abruzzo. Ma non ci riesco. Sono come un padre troppo preoccupato per il figlio, pertanto impossibilitato a pensare alle sorti anche del nipote figlio del proprio fratello. Teramo sta per essere defraudata di risorse importantissime, come ad esempio la Prefettura. Teramo rischia la desertificazione, sempre di sabbia si tratta… Per cui sig. Acerbo, pur nel pieno rispetto della scelta di Falconi di darle ospitalità su questo blog, tenuto conto dei mille problemi che attanagliano la mia città, io, con tutto il rispetto, me ne frego dell’aumento del volume degli stabilimenti balneari di Pescara voluta dalla Giunta Alessandrini. Mi perdoni.