C'è un equivoco, forse un malinteso.
Luciano D'Alfonso non è Dio.
Risulta inconferibile.
In questo momento gli Angeli messaggeri di luce hanno consegnato in mano a Caronte il divieto di passaggio.
D'Alfonso non potrà essere traghettato in cielo come nuovo Dio.
Nel frattempo continuiamo a esprimere massima solidarietà alla squadra mobile di Pescara e a un suo valido componente, che continuerà ad indagare sullla futura ( forse) nuova sede regionale nella city.
Si legge sulla pagina dell'Onorevole dei Cinque Stelle, Gianluca Vacca " L’attacco odierno di Luciano D’Alfonso alla Squadra Mobile di Pescara, colpevole solamente di fare il proprio dovere, ovvero indagare per accertare eventuali reati commessi da politici e colletti bianchi, è un atto senza precedenti, a maggior ragione da parte di un Presidente di Regione che, quale autorità, dovrebbe cercare di tutelare l’indipendenza ed il lavoro delle stesse forze dell’ordine. Per questo abbiamo presentato una interrogazione al Ministro dell’Interno, a prima firma Colletti, per verificare che non vi siano interferenze, da parte di indagati o politici, nel lavoro degli organi inquirenti e per tutelarne l’attività” affermano i deputati abruzzesi del Movimento 5 Stelle, Colletti, Vacca e Del Grosso.
D'Alfonso ha parlato anche a Teramo, in un assurdo convegno sulla Giustizia e l'Impresa.
Solo la nostra città poteva ospitare come relatore Luciano D'Alfonso e ascoltare in silenzio le sue parabole sul valore della Giustizia.
Se fossi stato nel vice Presidente del CSM, Giovanni Legnini, nella Sottosegretaria alla Giustizia, Federica Chiavaroli, nei due Procuratore Capo, de L'Aquila e di Teramo, nei vari Generali, Questori e nel Prefetto, nei tanti politci, mi sarei alzato, in segno di sofferenza, imbarazzo e offesa.
Lo spettacolo doveva continuare ma non per tutti.
Questione di stomaco e di valore verso le Istituzioni. Video: www.facebook.com/gianlucavaccaM5s/videos/1249303178430980/
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