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I soliti sospetti. I rifiuti provinciali potrebbero essere gestiti a Sant'Atto...

di Giancarlo Falconi
2 minuti

Era il 2014.
Scrivevamo " Ho letto con molto interesse l'articolo pubblicato dal quotidiano La Città il 16 Ottobre sulla caccia a tesoro del polo industriale per collocare il centro per i rifiuti secchi differenziati, conosciuto con il nome di Vedelago.
Una mappa ben articolata tra le strutture dell'Alfagomma ( in funzione), dell'ex Spea ( in funzione), del buon Di Giuseppe e della società Cappa del presidente della Camera di Commercio, Giustino Di Carlantonio.
Un affare da oltre un milione di euro per dei capannoni dismessi, che oltre a poter giustificare il valore di mercato, devono però combattere contro la crisi economica e sul fatto che sono più le strutture industriali abbandonate che quelle a regime.
Una seria agenzia immobiliare pur sottolineando che il prezzo è sottostimato ha evidenziato la necessità di una pubblica indagine di mercato.
Vi sarebbero possibilità di risparmiare anche un buon 35%.
Basterebbe rispondere al bando pubblico. 
Il sindaco Brucchi  ha espresso interesse per la logistica della zona di Piano D'Accio.
Ermanno Ruscitti Presidente del Mo.Te, non avrà dimenticato il rapporto d'affari tra i vari Di Carlantonio, Tancredi, Tanzi.
Inutile citare le percentuali di partecipazione tra la Gena srl, la Teknosole srl, la Teknocity srl e la Teknoelettronica srl. 
Ruscitti conosce la matassa ed è sempre stato lontano dagli imbarazzi...vi immaginate lo scenario socio politico?
Il Mo.Te consorzio montagne teramane che racchiude Teramo e i comuni della Montagna realizzerà il proprio centro di trasformazione del differenziato secco da rivendere per ottenere asfalti, simil plaastiche, pavimentazioni  e poter un giorno ridurre sensibilmente la tassa sui rifiuti, sul terreno, nelle strutture industriali, di un ex socio del senatore Tancredi".

In due anni molte questioni sono cambiate.
Mutate.
Per fortuna che i fondi, quasi due milioni di euro, ( 1,7 fondi fas) stanziati dalla Giunta Chiodi, furono congelati e ora rianimati dal ministero della Finanza.
Il fato ha bloccato la simulazione di una tecnologia ( Vedelago) oramai vetusta e che ci avrebbe relegato, come al solito, all'ultimo posto per conoscenza e innovazione.
L'impianto di vagliazione dell'indifferenziato e forse anche di molto altro, potrebbe veramente vedere la luce.
L'occasione  ora è importante per via della crisi nel settore provinciale ( vedi Cirsu) ma questa volta è necessaria la politica.
Quella politica capace di abbinare velocità, programmazione, intelligenza, capacità di mediazione e di gestione.

Speriamo che il ministero della Finzanze non legga l'ultimo rigo.
Potrebbe ricongelare tutto. 


 

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