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Ragazzina violentata durante l'ultima sera della Coppa Interamnia...

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Vi consiglio di leggere l'articolo di Veronica Marcattili pubblicato sul quotidiano La Città.
Scrive Veronica senza giudicare, raccontando i fatti con la sua professionalità.
Senza puntare il dito sulle donne con le gonne.
Si racconta di una ragazzina di Teramo.

Una ragazzina che abita a Teramo da sempre con la sua famiglia.
Una ragazzina con gli abiti sporchi di sangue.
Una ragazzina che tremava e piangeva.
Una ragazzina a cui nessuno ha mostrato immediato soccorso, se non un uomo albanese.
F. puntato per il rispetto del suo anonimato. 
Mi piacerebbe che la Città di Teramo premiasse questa persona per la sensibilità e l'attenzione civica.
F. ci ha chiamato.
F. ha chiamato il 118 e ha ascoltato il primo racconto della giovane adolescente.
Sul suo corpo le tracce di un'inequivocabile violenza, forse di gruppo.
I carabinieri di Teramo cercano tre spagnoli.
Non atleti della Coppa Interamnia ma con molta probabilità della delegazione arbitrale.
F. al telefono, mi ha raccontato quegli attimi intensi.
F. al telefono mi ha raccontato della solitudine di questa ragazza che vagava perdendo ancora sangue.
Un'altra violenza sociale.
L'indifferenza. 
La nostra. 

Altre fonti...

certastampa.it/2016/07/13/violentata-da-un-arbitro-della-coppa-interamania/

www.cityrumors.it/notizie-teramo/cronaca-teramo/279167-teramo-atleta-della-coppa-interamnia-violenta-16enne.html

www.emmelle.it/Prima-pagina/Cronaca/Mi-ha-violentata-minorenne-inguaia-un-arbitro-della-Coppa/11-39937-1.html
 

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Commenti

I ragazzi spagnoli sono ripartiti stanotte senza problemi. La ragazza ha inventato la violenza subita. A voi la smentita.
Una manifestazione bellissima ma con un solo grave difetto : e' troppo "grande" ! Troppi atleti, troppe squadre. Secondo me andrebbe ridimensionata per poter gestire meglio tutto : selezionare meglio squadre, atleti e tutto il contorno e rimettere al centro la...pallamano ! Chi si ricorda chi ha vinto il trofeo l'anno scorso ? O due anni fa ? Pochi atleti e, come tali, ad una certa ora...a nanna !!! Sempre, comunque, ringraziando infinitamente chi l'ha ideata e la porta avanti con sacrifici inimmaginabili...
Scusate ma che articolo è? Ma è una notizia vera? O una esercitazione di stile? Come testo poetico anche buono, ma come articolo.... È una cosa grave se è vera, trattiamola adeguatamente. Daniela Di Falco.
...nessuno ha prestato aiuto...forse paura di essere coinvolti?La Teramo borghese che a scanso di equivoci. ..si fa i c.....suoi!
...nessuno ha prestato aiuto...forse paura di essere coinvolti?La Teramo borghese che a scanso di equivoci. ..si fa i c.....suoi!
Questa città va sempre peggio..
il problema è che una volta rintracciati i colpevoli, la giustizia non fa il suo corso. Dovrebbero dargli tante di quelle "mazzate" da renderli invalidi.
Condivido il commento del Sig. Diego. Non si possono fare i passi più lunghi della gamba. Questa manifestazione ha bisogno di fare memoria per riflettere profondamente sul suo futuro. Prima lo sport. Il resto è contorno.
Volendo pur presumere la notizia vera, trovo invece alquanto fuori luogo ed inopportuna la trattazione di un argomento "così intimo" e "doloroso" su QUESTO BLOG, così pure come fatto, a condivisione parziale del commento di Daniela Di Falco. Bruttissima sensazione ed emozione.
mi dispiace dirlo ma questa città non è attrezzata per questo tipo di manifestazioni, o forse non lo è più, la mattina sembra di girare su una enorme caramella sciolta, va bene festeggiare la sera ma poi bisogna pulire...scusate se sono uscito fuori dall'argomento principale, che comunque è troppo delicato per essere commentato senza la certezza dei fatti....
È ancora più offensivo leggere l'articolo di Emmelle che usa il termine "inguaiare" come se le lesioni riportate dalla ragazzina fossero finte, basta leggere gli altri articoli per avere diverse versioni. Ma se fossi al posto di chi ha scritto l'articolo e di chi ha deciso di pubblicarlo mi vergognerei!
Vede sig. Giancarlo, Lei questi argomenti così intimi e dolorosi non dovrebbe trattarli su questo blog. Per fortuna nostra che ci sei e non dai ascolto a certi (sceglietevi il sostantivo). Altrimenti mi si offende....ed io ne soffrirei....
Maria Grazia non è vero che nessuno non l'ha aiutato. Invece a Fabrizio Quaranta dico di esprimersi un po con rispetto per la ragazza perché la ragazza non gli voleva denunciare per paura che si sapesse che era violentata.
A provocazione rispondo. Anonimo ..... (scegliti tu l'infimo aggettivo che ti rappresenta) ognuno ha la sua sensibilità, ed il dolore più intimo (OPPURE TU COME CAZZO LA CHIAMI QUESTA TRAGEDIA CAPITATA AD UNA "RAGAZZINAAAA"????), deve essere lasciato ai diretti interessati, come già accaduto in precedenza. Va bene??? Ripeto: come già accaduto in altre occasioni di cui so e che ho condiviso appieno. Ed io avrei fatto così anche questa volta. Anche per me meno male che Falconi c'è e pur essendo SEMPRE d'accordo con la linea del blog, come tutti possono testimoniare, questa volta non condivido, soprattutto il parlare del sig. F. con un giornalista. E se non ti è chiaro il concetto mi dispiace per te. Alle altre testate l'informazione a tutti i costi, a I due Punti no, o meglio non in questo modo... a I due Punti molto, molto di più. E mi sembra pure di non essere stata l'unica ad eccepire la cosa, fattene una ragione e rispetta il pensiero degli altri senza offendere.

 Conosco bene questa storia.
I Due PUnti si sono occupati di questa ragazzina di 14 anni per via della sua vita. Dietro c'è molto di più, Una situazione difficile, in una scoietà senza senso. Poi una 14enne con un 25 enne, un albergo, una ragazzina in giro da sola, l'alcol, la disperazione e si legge, anche, chi accusa la stampa di sciacallaggio. Io vorrei solo ringraziare il mio amico F. per aver raccontato questa storia e per aver chiesto il nostro aiuto.
Quando leggo da delle donne " Rapporto consenziente" mi vengono i brividi. Una bambina?Ringrazio la delicatezza e la professionalità della d.ssa Marcattili, una delle poche donne che non combatte le donne. Questi sono I Due Punti. Noi siamo in strada per la strada. 




 

Io, in virtù dell'aiuto richiesto dal tuo amico sig. F., sarei intervenuta, come tu non sei nuovo a fare, con i tuoi mezzi che in pochi possono vantare, ma solo non avrei pubblicato. Soprattutto trattando una FATTO DI SIMILE GRAVITÀ in questo modo e menzionando certi particolari. Ancor di più venendo a sapere adesso l'età della ragazza e della sua vita difficile, che parimenti avrei taciuto. I minori vanno tutelati nella maniera più AMPIA. E di certo a questa poco più che bambina non fa di sicuro bene sentirsi sulla bocca di tutti. Ha solo bisogno della massima tranquillità in questo momento e di non essere nell'occhio del ciclone dei media. Il dolore, soprattutto quando è grande, vuole la chiusura, è fisiologico: come ci si sente dopo un lutto? Lasciamola stare, e che soltanto chi di dovere, professionisti dei vari settori, si occupino di lei per fornirle AIUTO. Capito sig. anonimo, il senso? L'altra informazione lasciamola perdere, io neanche la considero. Personalmente esprimo semplicemente il mio parere, alla stregua di altri, ognuno ha diritto alle proprie opinioni, ma non permetto a certa gente di offendermi. A proposito, quale "sostantivo" merito sig. anonimo??? Può contattarmi e dirmelo.
ELENA vi chiedo scusi che ho parlato con un giornalista e non vi ho chiesto permesso.. A dire il vero volevo chiamare Lei ma non avevo il tuo numero. Io ho chiamato persone competente ... al inizio ho chiamato il web poi la polizia e poi al ultimo ho chiamato il giornalista. Ditemi se ho sbagliato.
Leggendoti, conosco la tua delicatezza ed anche la tua integrità su tanti argomenti. Quando dici conosco bene questa storia , dietro c'è molto di più. .. dovresti rendere edotti anche chi non sa in modo da forviare il superfluo. Le condizioni sociali di un individuo ne condizionano anche l'essere di fronte agli occhi della gente perché per il mondo è più facile puntare il dito verso i più deboli ma questo non ne giustifica il silenzio. Io vedo in questa storia un degrado tipico della nostra società. Tra alcol, droghe, ragazzi senza valori, uomini senza onore che niente ha a che fara con la Coppa, ma che possono essere riscontrati in qualunque posto di un qualunque giorno. Ciò che non giustifico è il non rispetto delle regole. Quella ragazzina in quell'hotel non ci doveva entrare. Forse tutto questo si poteva evitare.
Caro FL dall'umorismo alquanto fuori luogo, io avrei chiamato nell'ordine un'ambulanza e la polizia. Io sono fatta così.

Vi Lascio con il commento di una donna e madre,Veronica Marcattili, del quotiano La Città. 
Rispetto le vostre critiche e invidio la vostra sicurezza e certezza. Poi in strada, in realtà, c'è un'altra legge.
L'articolo andava scritto appunto per aiutare la ragazzina e per attivare la macchina dell'assistenza sociale. Leggere di un rapporto consenziente mi ha regalato attimi di dolore.Il clamore mediatico viene usato anche solo per effettuare un costante controllo sull'ambiente della giovane adolescente. Il silenzio avrebbe impedito ogni possibilità di domanda. Una tutela indispensabile. 


"Sul quotidiano La Città di oggi è stato pubblicato un mio articolo nel quale ho raccontato un presunto caso di violenza sessuale su una minorenne. Domani, sulla stessa vicenda, ci sarà un altro articolo. Più preciso visto che, col passare delle ore, i contorni di una storia così delicata si fanno più chiari grazie alle indagini degli organi competenti. Ebbene, le reazioni che ho sentito e letto (anche tramite la pagine Fb dell'amico Giancarlo Falconi) in merito all'articolo e alla vicenda sono agghiaccianti. Non devo giustificarmi di certo con chi ha provato a screditare il mio lavoro e quello di altri miei colleghi, ma sento di dover condividere alcune riflessioni (senza polemiche, per carità). Io ho solo scritto un fatto. Un fatto che sarà giudicato da altri (magistrati e giudici) in altre sedi (procura e tribunale). Ho usato la massima delicatezza della quale son capace per non urtare la sensibilità di nessuno, a partire dalla vittima. Ma leggere commenti dal tenore medioevale o discriminatorio è doloroso. Doloroso socialmente. "Mia figlia la sera non esce di casa" (certo, xché gli stupratori notoriamente hanno delle fasce orarie precise); "Di certe cose è meglio non parlare" (giusto, l'omertà salverà il mondo); "E'una storia inventata" (se avessi voluto inventare non avrei giocato sulla vita di una ragazzina); "certo se vanno in giro vestite come se avessero 30 anni" (se l'è cercata insomma). Dunque, dinanzi a tutto questo mi cascano le braccia. Ma davvero siamo ancora fermi a questo punto??? Non ho parole. Non voglio giudicare nessuno, vorrei solo che il pregiudizio lasciasse (prima o poi) spazio al buon senso, alla sensibilità, al rispetto. E al tempo di capire dove sta la verità che nessuno ha in tasca e che spesso ha bisogno di tempo, ma arriva".



 

"A lavà 'a capa o' 'ciuccio, se perde 'o tiemp, l'acqua e 'o sapone"...
"A l'asene quand je tucche lu verrase ...zicchie"
Elena cosi ho fatto. Prima ho chiamato l'ambulanza e poi la polizia. Cosa ce da fare polemica in questo caso?
Caro FL, 1) versione: hai chiamato il web dopo la polizia poi il giornalista, 2) versione: l'ambulanza poi la polizia. Scusa, ma non capisco. Comunque, se non si fosse ancora capito, io non avrei chiamato "il giornalista": ora è chiaro? Soprattutto DOPO aver chiamato la polizia. Chiamate le forze dell'ordine io non avrei fatto altro. Punto. Comunque siete liberi di intendere ciò che volete, io ho semplicemente espresso il MIO pensiero, e cioè che considerata la "natura" del fatto occorso e la "giovanissima" età della minore, l'avrei sicuramente sottratta alla già esistente sovraesposizione mediatica (non per omertà, ovviamente), intervenendo ed assicurandomi dell'intervento degli assistenti sociali e di chi altro di dovere. Oppure avrei trattato la vicenda con un articolo di denuncia, impostato però in ALTRO modo. Punti di vista... "I due Punti" appunto: nè certezza, nè sicurezza.

 Elena ha tutto il dirito di essprimere il proprio dissenso. Per quanto ci riguarda continueremo nella nostra attività e convinzione sociale.
La comunicazione si fonaa su anni di studio e di esperienza sul campo ma tutti hanno la coscienza di criticare.
Ciò che ci interessa è aver concentrato l'attenzione su di un problema che poteva essere sottaciuto. 
Ora la ragazza è in ospedale dopo aver subito un piccolo intervento chirurgico. Monitoriamo tutto compreso l'educazione nel suo ambiente famigliare.
State bene. 





 

Per carità, ognuno ha il diritto di esprimere liberamente la propria opinione (dissenziente o concorde con quella di altri che sia). Però un conto è l’opinione, altra cosa sono certi commenti tipici di chi ritiene di aver dovuto subire una lesione alla sua maestà, altra cosa è la voglia di avere a tutti i costi l’ultima parola, altra cosa sono le reazioni di pura permalosità legate nello specifico a questa paradossale storia del “come ti permetti ad offendermi?”, che avrebbe senso unicamente se l’identità di chi riceve l’offesa (fra l’altro ammesso sia davvero un’offesa, spesso la si confonde con la “verve” del contraddittorio) fosse nota a tutti. D’altronde quante “Elena” ci sono nel mondo? Milioni probabilmente. Diverso sarebbe se gli interventi fossero firmati con nome e cognome (reali ovviamente), tipo, che so… Elena Santarelli, Elena Sofia Ricci, Elena di Troia… Fra perfetti anonimi, prenderla sul personale quando l’interlocutore non è d’accordo è segno di notevole disagio dovuto al troppo immedesimarsi nel virtuale, al punto da non riuscire più a distinguerlo dalla realtà. Per cui un atteggiamento del genere credo non possa e non debba essere giustificato, salvo si voglia scadere nella compassione per chi si ostina a ritenere i confronti su I Due Punti come svolti faccia a faccia fra due o più soggetti che si conoscono personalmente. Non sono entrato nel merito di questo articolo perché non sono avvezzo ad esprimere punti di vista su circostanze di cui non conosco bene i risvolti, a maggior ragione quando si tratta di argomenti delicati come quello inerente la presunta violenza subita da una minorenne. Quindi chiedo scusa se sono uscito fuori tema, ma in questo caso l’ho fatto con la speranza di aver fornito comunque qualche sano elemento di riflessione.
Sorvolando sul reiterato accanimento di certa gente, tengo solo a precisare che la mia è un'opinione personale per forza di cose diversa da chi ha seguito personalmente la vicenda, ribadendo la mia stima per quello che ritengo il migliore ed UNICO blog in Abruzzo espressione di informazione libera ed indipendente, gestito ed improntato all'insegna della denuncia sociale, sensibilità e solidarietà, andando anche oltre, sino all'approfondimento ed alla presa in carico, nonchè positiva conclusione, delle questioni trattate, come posso solo che testimoniare e confermare anche per conoscenza diretta. Sarebbe impossibile dire il contrario, da chiunque. Altri riferimenti erano prettamente ironici, tesi proprio a compensare la diversità di opinione, da me sottolineata non per polemica a tutti i costi ma solo in virtù della mia natura di persona determinata, nel bene così come in tutto. Ognuno poi interpreta secondo il proprio vissuto ed il proprio animo.
Non sono molto d'accordo con Elena sul silenzio dei mezzi di comunicazione che a suo dire sarebbe doveroso su simili vicende, perchè ritengo fondamentale la riservatezza sull'idenità della ragazza, ma necessaria una forte denuncia sull'aberrante fenomeno della violenza sessuale, anche raccontando i brutali episodi. Il silenzio mediatico potrebbe favorire solo i beceri potenziali violentatori e probabilmente non aiuterebbe la vittima a sentirsi meno sola in un momento molto difficile. Ma è solo una mia opinione. Caro o cara Santacruz, quando esprimo un mio pensiero in modo anonimo sono sempre me stesso e di conseguenza ho il diritto di offendermi se e quando ricevo un'offesa da parte di chicchessia. Lei invece rimarrebbe indifferente se qualcuno la riempisse di insulti gratuiti, solo perchè la sua vera identità è nascolta dietro uno pseudonimo?
Leo sono pienamente d'accordo con te. Nick o non nick (che nel mio caso comunque è reale) non conta affatto chi vi è dietro, ma conta il "fatto": non è giusto fare qualcuno bersaglio, ripetutamente nel mio caso, di scredito. Ancor di più se ci si fa scudo con escamotages sulla privacy e l'anonimato per garantirsi l'impunibilità (e questo mi sa di premeditazione, come confermato anche da altri...) e se addirittura non si commenta il pezzo, pur di gravità assoluta, ma un commentatore, e guarda caso "sempre lo stesso". E con questo la chiudo qui ringraziando per l'ospitalità e l'opportunità di confronto che sicuramente mi arricchirà, con la speranza che la piccola possa un giorno trovare equilibrio e serenità. Immutata stima a Giancarlo Falconi ed al blog...."CHE MENO MALE CI SONO" e solo un folle potrebbe negarlo.