Vi consiglio di leggere l'articolo di Veronica Marcattili pubblicato sul quotidiano La Città.
Scrive Veronica senza giudicare, raccontando i fatti con la sua professionalità.
Senza puntare il dito sulle donne con le gonne.
Si racconta di una ragazzina di Teramo.
Una ragazzina che abita a Teramo da sempre con la sua famiglia.
Una ragazzina con gli abiti sporchi di sangue.
Una ragazzina che tremava e piangeva.
Una ragazzina a cui nessuno ha mostrato immediato soccorso, se non un uomo albanese.
F. puntato per il rispetto del suo anonimato.
Mi piacerebbe che la Città di Teramo premiasse questa persona per la sensibilità e l'attenzione civica.
F. ci ha chiamato.
F. ha chiamato il 118 e ha ascoltato il primo racconto della giovane adolescente.
Sul suo corpo le tracce di un'inequivocabile violenza, forse di gruppo.
I carabinieri di Teramo cercano tre spagnoli.
Non atleti della Coppa Interamnia ma con molta probabilità della delegazione arbitrale.
F. al telefono, mi ha raccontato quegli attimi intensi.
F. al telefono mi ha raccontato della solitudine di questa ragazza che vagava perdendo ancora sangue.
Un'altra violenza sociale.
L'indifferenza.
La nostra.
Altre fonti...
certastampa.it/2016/07/13/violentata-da-un-arbitro-della-coppa-interamania/
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Altre fonti...
www.cityrumors.it/notizie-teramo/cronaca-teramo/279167-teramo-atleta-della-coppa-interamnia-violenta-16enne.html
certastampa.it/2016/07/13/violentata-da-un-arbitro-della-coppa-interamania/
Conosco bene questa storia.
I Due PUnti si sono occupati di questa ragazzina di 14 anni per via della sua vita. Dietro c'è molto di più, Una situazione difficile, in una scoietà senza senso. Poi una 14enne con un 25 enne, un albergo, una ragazzina in giro da sola, l'alcol, la disperazione e si legge, anche, chi accusa la stampa di sciacallaggio. Io vorrei solo ringraziare il mio amico F. per aver raccontato questa storia e per aver chiesto il nostro aiuto.
Quando leggo da delle donne " Rapporto consenziente" mi vengono i brividi. Una bambina?Ringrazio la delicatezza e la professionalità della d.ssa Marcattili, una delle poche donne che non combatte le donne. Questi sono I Due Punti. Noi siamo in strada per la strada.
Vi Lascio con il commento di una donna e madre,Veronica Marcattili, del quotiano La Città.
Rispetto le vostre critiche e invidio la vostra sicurezza e certezza. Poi in strada, in realtà, c'è un'altra legge.
L'articolo andava scritto appunto per aiutare la ragazzina e per attivare la macchina dell'assistenza sociale. Leggere di un rapporto consenziente mi ha regalato attimi di dolore.Il clamore mediatico viene usato anche solo per effettuare un costante controllo sull'ambiente della giovane adolescente. Il silenzio avrebbe impedito ogni possibilità di domanda. Una tutela indispensabile.
"Sul quotidiano La Città di oggi è stato pubblicato un mio articolo nel quale ho raccontato un presunto caso di violenza sessuale su una minorenne. Domani, sulla stessa vicenda, ci sarà un altro articolo. Più preciso visto che, col passare delle ore, i contorni di una storia così delicata si fanno più chiari grazie alle indagini degli organi competenti. Ebbene, le reazioni che ho sentito e letto (anche tramite la pagine Fb dell'amico Giancarlo Falconi) in merito all'articolo e alla vicenda sono agghiaccianti. Non devo giustificarmi di certo con chi ha provato a screditare il mio lavoro e quello di altri miei colleghi, ma sento di dover condividere alcune riflessioni (senza polemiche, per carità). Io ho solo scritto un fatto. Un fatto che sarà giudicato da altri (magistrati e giudici) in altre sedi (procura e tribunale). Ho usato la massima delicatezza della quale son capace per non urtare la sensibilità di nessuno, a partire dalla vittima. Ma leggere commenti dal tenore medioevale o discriminatorio è doloroso. Doloroso socialmente. "Mia figlia la sera non esce di casa" (certo, xché gli stupratori notoriamente hanno delle fasce orarie precise); "Di certe cose è meglio non parlare" (giusto, l'omertà salverà il mondo); "E'una storia inventata" (se avessi voluto inventare non avrei giocato sulla vita di una ragazzina); "certo se vanno in giro vestite come se avessero 30 anni" (se l'è cercata insomma). Dunque, dinanzi a tutto questo mi cascano le braccia. Ma davvero siamo ancora fermi a questo punto??? Non ho parole. Non voglio giudicare nessuno, vorrei solo che il pregiudizio lasciasse (prima o poi) spazio al buon senso, alla sensibilità, al rispetto. E al tempo di capire dove sta la verità che nessuno ha in tasca e che spesso ha bisogno di tempo, ma arriva".
Elena ha tutto il dirito di essprimere il proprio dissenso. Per quanto ci riguarda continueremo nella nostra attività e convinzione sociale.
La comunicazione si fonaa su anni di studio e di esperienza sul campo ma tutti hanno la coscienza di criticare.
Ciò che ci interessa è aver concentrato l'attenzione su di un problema che poteva essere sottaciuto.
Ora la ragazza è in ospedale dopo aver subito un piccolo intervento chirurgico. Monitoriamo tutto compreso l'educazione nel suo ambiente famigliare.
State bene.