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D'Alfonso come Renzi conta i giornalisti e i blogger da censurare...

di Giancarlo Falconi
3 minuti

Una premessa banale.
Non tutti i giornalisti sono uguali.
Non tutti i blogger sono uguali.
La differenza è data dagli articoli nutriti da documenti e non da offese o dileggi personali.
In queste ore il premier Renzi ha dalla Leopolda, espresso il suo editto bulgaro nei confronti de Il Fatto quotidiano e di altre testae giornalistiche.
Meraviglioso il commento dell'ex Direttore de Il Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli " I titoli dei giornali li faccia direttamente lui, così facciamo prima".
Come ha reagito la redazione di Travaglio?
"Il Fatto ha deciso di replicare a quest’aggressione regalando il quotidiano ai partecipanti della Leopolda e ai risparmiatori truffatiche protestano in piazza. Uno sberleffo cui però segue un impegno. Non smetteremo di pubblicare titoli e articoli che raccontano la verità dei fatti, senza guardare in faccia nessuno, chiunque esso sia. E continueremo a criticare o a elogiare (come abbiamo fatto sulle ultime scelte in politica internazionale) il governo a seconda di quello che fa e che merita. Il fatto di essere finiti nel mirino di governi di destra, di centro e di sinistra, politici e tecnici, è per noi la migliore conferma che facciamo onestamente e imparzialmente il nostro mestiere di cani da guardia su tutti i poteri. I nostri lettori sono con noi perché sanno che andremo avanti su questa strada, rispondendo soltanto a loro e a nessun altro".

In Abruzzo?
Il gioco delle tre carte per querelare o meglio, spingere all'azione legale, il presidente D'Alfonso.
Il suo leale D'Alessandro alza la palla con l'interpellanza numero 103 che si discuterà il 15 Dicembre.
Il passaggio fondamentale de l'articolo della giornalista e blogger, Lilli Mandara?
Le altre deleghe rimangono più o meno come erano. A parte qualche dettaglio, che proprio dettaglio non è. Silvio Paolucci, per esempio, mantiene la Sanità (che non è granchè visto che la Regione è commissariata) e il Bilancio ma perde le Risorse. Che sono quelle umane, strumentali, tecnologiche e patrimoniali. Delega che finisce dritta a D’Alfonso. Non è da poco. Perchè in quel pacchetto c’è la delega per gestire l’acquisto della City, su cui Paolucci più volte aveva storto il naso. Al contrario di D’Alfonso".
Il secondo articolo che ha fatto scattare l'ira della politica ( presente alla Leopolda) Cristina De Gerardis, direttore generale Regione Abruzzo, riguarda i rilievi espressi sul bilancio della regione Abruzzo, nutriti dalla Corte dei Conti.
Bastava leggere le carte e la stessa visione del blog Maperò, dei Due Punti e di molte altre testate non potevano che collimare.
La regione Abruzzo rischiava lo scioglimento.
www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/controllo/abruzzo/pronunce/2015/delibera_335_2015_e_relazione.pdf
In attesa dell'editto di Augusto a confino, continueremo a scrivere sui Due Punti e a leggere Lilli Mandara, così, per quel meraviglioso senso di libertà e di illusione.
Perdonateci. 


 

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Ma ci vogliamo rendere conto che viviamo in uno stato dittatoriale? O forse pensiamo che la libertà si identifica con poter respirare? Cosa volete che il toscanello ed il suo "gran consiglio" avesse potuto raccontare ai gun ga din ed alle truppe cammellate presenti alla vecchia stazione di Firenze? Ormai, penso, abbiamo imparato a conoscerli oppure mi illudo? La libertà di stampa e di espressione vanno difese a costo del sangue perchè solo da esse possiamo sperare in una nuova resistenza. Va da sè ,come dice Falconi, che i giornalisti, i giornali, le tv ed i blogger non sono tutti uguali; certamente tra di essi ci sono i leccaculo di sistama ma è sufficiente individuarli ed intelligentemente ignorarli. In quanto alla fauna locale preferisco stendere un velo pietoso anche perchè a parlarne mi si conturberebbe lo stomaco.
D'Alfonso come Renzi, Berlusconi e Grillo