Cancellare le scritte vandaliche senza danneggiare un manufatto storico. È questo il nodo della vicenda che riguarda il Ponte San Ferdinando di Teramo, finito all'attenzione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio.
Dopo la segnalazione di un cittadino, accompagnata da fotografie e da una richiesta di accesso agli atti, il Ministero della Cultura ha comunicato l'intenzione di effettuare un sopralluogo per verificare lo stato del ponte e le possibili alterazioni cromatiche e materiche conseguenti agli interventi di pulizia.
La Soprintendenza esaminerà anche la documentazione tecnica e amministrativa eventualmente disponibile, mentre l'accesso agli atti è stato differito di 60 giorni.
La decisione non accerta irregolarità, ma apre una fase di verifiche sui materiali utilizzati e sulle modalità dei lavori.
Resta una questione fondamentale: le scritte sono state eliminate nel pieno rispetto delle caratteristiche del ponte? Saranno gli accertamenti a chiarirlo. La tutela del patrimonio storico passa anche dalla qualità degli interventi di manutenzione, perché rimediare al vandalismo non deve comportare il rischio di ulteriori danni.
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