A Teramo la solidarietà cammina di notte, ma non sempre le strade di chi offre aiuto sembrano incrociarsi. Il progetto “Unità di strada”, promosso dall’assessorato alle Politiche sociali della vicesindaca Stefania Di Padova insieme alla Protezione Civile Gran Sasso, rappresenta un'importante iniziativa a sostegno delle persone senza dimora e in condizioni di fragilità.
Un'attività meritevole, giunta al secondo anno, che avrebbe bisogno di un maggiore coordinamento, anche con la Polizia locale, che continua a non garantire il servizio notturno.
Lo scorso anno, durante le nostre uscite solidali con diverse associazioni, non abbiamo avuto occasione di incontrare gli operatori dell'Unità di strada. La situazione si è ripetuta ieri sera, quando abbiamo assistito sei persone con pizze e bevande calde.
Due apparivano in stato di alterazione dovuto all'alcol. Le altre quattro, appena arrivate a Teramo, dormivano a terra, disorientate e in condizioni igieniche precarie.
Una realtà che richiede non soltanto solidarietà, ma anche attenzione alla sicurezza e percorsi concreti di assistenza.
Il progetto esiste, l'impegno è importante. La domanda resta: come rendere più efficace e coordinata la presenza degli operatori nelle ore notturne, raggiungendo chi continua a dormire per strada?
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