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Fondo Interbancario aiuto di Stato? In pericolo quattro Banche e la Tercas?

di Giancarlo Falconi
2 minuti

C'è una notizia che aleggia ma non è una notizia.
Arriva dall'Europa, da quell'Europa di Bruxelles.
I due miliardi di euro del fondo interbancario, pronti per salvare quattro istituti di credito italiani ( Cariferrara, CariChieti, Banca Etruria, Bnaca Marche) potrebbero essere definti come aiuti di Stato.
La stessa identica storia per Banca Popolare di Bari che è stata spinta ad acquistare Tercas dal Fondo Interbancario.
Aiuto di Stato anche in questo caso che getta un'ombra nera su tutte le future operazioni.
L'Ansa è stata piuttosta chiara " Secondo quanto si apprende, la Commissione avrebbe gli stessi dubbi espressi nel caso dell'intervento del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (Fitd) in Banca Tercas. L'intervento del Fitd in favore di Banca Marche, Carichieti, Carife ed Etruria, potrebbe configurarsi come un aiuto di Stato perché il fondo va al di là della sua funzione, usando soldi che la Ue considera 'pubblici' perché è lo Stato ad aver obbligato le banche a versare contributi nel fondo.
Il fondo di tutela dei depositi è obbligatorio in base alle norme Ue per coprire i correntisti quando una banca viene liquidata, ma se il fondo va al di là della sua funzione, cioè va a sostenere la banca in crisi, è probabile che si configuri un aiuto di Stato perché procura un vantaggio competitivo alla banca che ne beneficia".

Tensione sociale e preoccupazione.
C'è chi ricorda anche la scure del ball-in che coinvolgerebbe per il salvataggio degli Istituti i correntisti con depositi oltre i cento mila euro.
Tutto questo dal Primo Gennaio 2016.
Perchè in pochi ne scrivono?
Una soluzione paventata potrebbe essere quella di utilizzare uno strumento di raccolta di forma privatistica ma in questo caso si solleverebbero molte perplessità.
Lo Stato è Lo Stato.
I privati sono meno tonti e i conti non tornano.
 

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Commenti

Ormai è chiaro il controllo è perso non ci resta che pregare.
Da qualche parte leggo e qui riporto: "... fondamentale, al di là di Bruxelles, è comunque il fattore tempo. Se il salvataggio non avverà entro il 31 dicembre 2015, a farsi carico del salvataggio, in nuovo regime di bail in, saranno gli azionisti e, a seguire, gli obbligazionisti, i creditori non assistiti da garanzie e infine i correntisti "non protetti" per i depositi sopra i 100mila euro." Ora mi chiedo: la Tercas è nelle stesse condizioni delle altre quattro banche che devono (ancora) essere salvate? Oppure la Tercas è in una situazione diversa in quanto è stata già salvata e quindi non corre più il rischio di un "bail in"? In sostanza c'è il pericolo che le autorità di Bruxelles considerino "aiuto di stato" anche il particolare salvataggio della Tercas e quindi abbiano il potere (oggi per allora) di revocarlo? Oppure vi è solo un pericolo che il Governo Italiano venga soltanto "multato" dalle autorità di Bruxelles? Vi è qualcuno che possa illuminare un perplesso correntista Tercas che ha già perso in un "fiat" tutte le sue azioni Tercas?