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Quella multa a un disabile in Ospedale...

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Caro Signor Elia, 
ci scusi a nome di noi cittadini di Teramo e San Benedetto.
A nome di tutti i cittadini italiani.
Leggo le sue parole e penso al senso della solidarietà.

"Gentilissimo signor  Falconi, come da contatti Le invio le foto e tutta la documentazione inerente questo triste comportamento  dei Vigili di San Benedetto nei confronti dell’auto di un disabile il quale si era recato in ospedale per necessità dovute alla sua malattia.  Nella foto 1 si può vedere la tessera Disabili esposta sul cruscotto della Toyota Yaris (anche se è nascosta da un riflesso del sole); nella foto 2 si dimostra che il parcheggio riservato agli invalidi era già occupato e nei dintorni non c’era nessun altro posto dove poter parcheggiare; nelle restanti foto si può notare che la Yaris non intralcia affatto il traffico, il quale scorre, obbligatoriamente in senso unico (nella foto 5 si vede transitare comodamente una vettura del Corpo Forestale), anzi in quel preciso punto lo spazio a disposizione delle vetture è maggiore che altrove (foto 3) . Inoltre la vettura non è né in un passo carraio né su strisce pedonali o altro.
Grazie per la cortesia e l’interesse che, ripeto, non riguarda solo me ma offende un'intera categoria di sfortunate persone che tutti i giorni devono combattere con la loro malattia (e da oggi anche con i vigili di S. Benedetto)".

A volte un verbale lascia senza verbo e parole. 

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Commenti

Caro Elia, scusa anche da parte mia. Da cittadina e basta. Sono profondamente mortificata, offesa oltre che FORTEMENTE INCAZZATA che i soldi delle mie tasse vadano a pagare lo stipendio a chi si comporta in questo modo, ovvero senza alcun criterio ed intelligenza. Ricorri al Prefetto e fa annullare la multa e cita i soggetti interessati per farti risarcire del damno sibito in modo che la prossima volta ci pensino due volte e imparino a svolgere il loro mestiere con capacità di discernimento. Un abbraccio! ;)
Grazie Elena. Come più volte ho ribadito questa battaglia la sto facendo non tanto per me ma a nome di tutti quei malati gravi che per la loro condizione fisica non hanno la forza psicologica di denunciare episodi del genere.