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Le dimissioni del sindaco Brucchi...e la politica del cerino

di Giancarlo Falconi
3 minuti

Quando un politico non riconosce il suo essere uomo allo specchio?
Quando la sua immagine viene deformata dalla propria poltrona.
Quando tutto diventa inferiore al proprio potere.
Il ritratto di Dorian Brucchi sta invecchiando di fronte all'opera di Oscar Gatti e si rimane con un cerino in mano.
Abbiamo scritto della mossa politica del Paolo locale.
Siamo i nostalgici della guerra fredda che si viveva tra comunisti e democristiani.

Una politica lontana come le sue regole.
Le dimissioni in blocco degli uomini di Giunta targata Futuro In.
La peggiore Amministrazione di tutti i tempi aprutini.
Rimangono solo Mirella Marchese e Milton Di Sabatino.
Gli ultimi indiani.
Strategia e un inno al senso democristiano.
Per i cittadini, invece, viene tutto tradotto come una liberazione.
Nessuno comprenderebbe una marcia indietro.
La contraccezione senza eccezioni.
Un "già visto" dopo le dimissioni di Giorgio Di Giovangiacomo della lista civica che fa riferimento a Mauro Di Dalmazio.
Gatti anticipato sui tempi e sui modi.
Un altro piccolo " già visto" dopo la fuoriuscita dalla maggioranza dei due consiglieri comunali di Fratelli D'Italia, Micheli e Sbraccia.
Una cascata.
Morra, Di Dalmazio, Gatti e il capitan Fracassa contro un bilancio anti sociale.
Il cerino in mano è rimasto al sindaco Brucchi, Dodo Di Sabatino, Paolo Tancredi e fratellino/street.
Lo scrive Paolo Gatti, scusate Futuro In, perdonateci, i quattro moschettieri della Giunta in...
" La palla passa ora al Sindaco, a Dodo Di Sabatino Martina e all’on.Paolo Tancredi".
Il fuggi, fuggi dalla nave prima dell'ultima ondata.
Il sindaco Brucchi, che ritengo per diverse ragioni, il migliore, il meno peggio in questa brutta, pessima pagina politica amministraiva, dovrà rassegnare le dimissioni.
Avrebbe dovuto dare una scossa, modello Cialente, per evitare di essere ricordato come il piccolo fiammiferaio.
Ora è troppo tardi.
Ora Teramo, completamente scollata dalla sua parte politica, dai suoi eletti, per demerito totale di un modo individualistico di fare e disfare, si aspetta l'onore delle armi.
Dodo?
Ha perso l'occasione più grande...quella di diventare un politico adulto e consapevole.
Il doppio forno è chiuso per mancanza di pane.
Fuori dal vostro mondo c'è fame.

Dignità, caro Maurizio, la prego dignità, che questa città ha smarrito quando anche ieri i nostri monumenti erano chiusi, le nostre strade bucate e distrutte, la nostra sicurezza ai minimi storici, il lavoro senza una visione d'insieme, quando non esiste manutenzione, il senso del sociale, la cultura, una prospettiva ( il patto di Futuro In è durato come una promessa elettorale) politica, quando tutto diventa in affitto, esternalizzato, quando il pubblico è senza gara ma animato da uno spreco conclamato.
Dimissioni perchè sia lo Stato a far riflettere una Città.
Istituzione per Istituzione.


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Commenti

Altro che cerino.... gli hanno lasciato un bel cero pasquale.... ora però è da solo a guidare la processione. Ma gli sta bene, è talmente presuntuoso che non ha voluto e non ammetterà mai, che in tutti questo anni è stato solo una marionetta.
Se non fosse un teatrino in politichese, la soluzione per Brucchi sarebbe semplice. Una giunta a 5, tutte personalità esterne ai partiti, e il cerino di nuovo a Gatti che tornerebbe a rivendicare il suo bottino di voti. Servirebbe un sindaco con le palle per inchiodare i capoccia alle proprie responsabilità.
Sono diversi mesi che si consiglia al Brucchi di dimettersi o, in alternativa, di azzerare la Giunta e nominare 4/5 assessori esterni al Consiglio. Chi avrebbe avuto il coraggio di sfasciare il tutto ? Chi si sarebbe assunto la responsabilità di tornare alle elezioni ? Sarebbe stato scacco matto ai signorotti locali, al Gatti, al Tancredi, al Di Dalmazio e, per ultimo visto la poca importanza che riveste e soprattutto la poca capacita politica, al Di Sabatino Martina, ecct. Sarebbe stata una mossa veramente geniale che la Citta avrebbe apprezzato appieno, ma come dici caro Giancarlo, " ci vogliono le palle" e non tutti le hanno.