Avete mai parlato al telefono con Giandonato Morra?
Il noioso Morra.
Quell'assessore che non aveva neanche la carta di credito regionale?
Quell'assessore regionale che non aveva usufuito dei rimborsi e a Roma si degustava la mozzarella in carrozza nel solito chioschetto?
Esatto.
Ci sono alcune domande che non si possono fare a Morra perchè il suo tempo di riflessione equivale a una condanna di stima.
Una sentenza intima.
Più è lunga la curva temporale e più il senso umano di appartenza, si trasforma in un puntino lontano nell'orizzonte.
Porci con le ali è la citazione di Morra.
Il romanzo di Lidia Ravera.
Il liceo, Rocco e Antonio, il sesso, la politica, il coraggio delle proprie idee, la paura di vivere le proprie idee, il senso della vita espresso nella coerenza e nella leggerezza.
"La politica- ci ripete Morra in una sorta di litania tra Cerignola, il latino e il teramano, è spensieratezza perchè deve essere vissuta attraverso la parola data ai propri elettori.
L'importante è non tradire il proprio mandato elettorale.
Non esiste confusione.
O si è o non si esiste.".
Non abbiamo parlato di Canzio, di Sbraccia, di Micheli e quindi di Fratelli d'Italia.
Sarebbe stato superfluo.
Canzio non enterà in Giunta perchè Brucchi è consapevole che almeno quattro consiglieri uscirebbero dalla maggioranza.
Micheli e Sbraccia, hanno l'ordine morale della destra sociale o almeno, senza scomodare alte riflessioni, del minimo sindacale per un politico.
Il rispetto per l'espressione di voto.
Gatti e Tancredi?
Due facce stessa medaglia?
Giusto Morra?
Porci con le ali, è un bel libro.
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Pezzo lucido e intelligente. Un modo elegante per definire una Giunta senza ali.