Teramo, sotto i viadotti del Tordino spuntano salotti e barbecue: il controllo del territorio dov’è?
Tavoli, sedie, sdraio e spazi attrezzati sotto i ponti del Tordino, a due passi dal centro. Non più semplici presenze occasionali, ma aree organizzate che pongono un problema evidente di vigilanza, sicurezza e decoro urbano.
A Teramo basta allontanarsi di poche centinaia di metri dal centro storico per scoprire una città parallela.
Sotto alcuni viadotti lungo il fiume Tordino sono comparsi tavoli, sedie, sdraio, barbecue e altri oggetti sistemati in maniera stabile, quasi a ricreare veri e propri ambienti domestici all’aperto.
Non si parla più, quindi, soltanto di qualcuno che cerca occasionalmente un riparo dalla pioggia o dal freddo. La sensazione è quella di spazi organizzati e vissuti con continuità, nel pieno territorio comunale e sotto infrastrutture che dovrebbero essere costantemente monitorate.
Ed è proprio qui che iniziano le domande.
Chi controlla queste aree? Quando risale l’ultimo sopralluogo della Polizia Locale o degli altri organi competenti? Le persone che frequentano stabilmente questi spazi sono state identificate? È stata verificata la loro posizione? Esistono situazioni di fragilità note ai servizi sociali? Sono stati valutati i rischi legati all’accensione di barbecue o fuochi sotto strutture viarie?
Domande elementari, che in una città normale dovrebbero avere risposte immediate.
Perché il problema non è soltanto estetico. Ci sono profili di sicurezza, igiene, prevenzione incendi e tutela delle stesse persone che vivono in condizioni evidentemente precarie.
Identificare e controllare non significa perseguitare nessuno. Significa esercitare una funzione pubblica. Significa sapere chi occupa determinate aree, verificare eventuali condizioni di bisogno e impedire che porzioni della città si trasformino lentamente in territori senza regole.
La questione, dunque, non è solo ciò che si vede sotto i viadotti del Tordino.
La vera domanda è un’altra: com’è possibile che tutto questo possa organizzarsi e restare lì senza che nessuno intervenga? Se il territorio è davvero controllato, qualcuno dovrebbe spiegare quando, come e da chi.
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