Trasferiti.
Immediatamente. Subito in un' altra destinazione con la mancanza di rispetto, di attenzione, di chi ha i figli a scuola: di chi ha un figlio nello spettro dell'autismo e che viene fuori dai bombardamenti e da un un mondo che non sente suo; di chi è morta nella nostra terra che ha amato dal primo istante; di chi si trova in una nuova casa sporca e senza il rispetto di un ospite.
Leggete cosa ci scrive Marco, diviso tra l'amore in terra Ucraina e il suo Abruzzo.
"
La Signora Aleftina da Severodonetsk
Ho conosciuto la Signora Aleftina lo scorso marzo. Anche io ero appena fuggito dall'attacco russo a Kiev, zig-zagando per le stradelle minori intorno alla capitale su cui si stava chiudendo la morsa dell'assedio.
Alla Signora Aleftina non era andata bene come a me e alla mia famiglia. La sua casa era stata distrutta, e lei, non vedente, si era dovuta rintanare per cinque giorni negli scantinati. Il crollo del palazzo aveva chiuso la via d'uscita. Lei, non vedente, lo aveva potuto constatare grattando su per le scale, dopo aver sentito un botto più forte del solito.
Poi è arrivato l'esercito ucraino a salvarla. Hanno rimosso le macerie, l'hanno estratta ancora viva e l'hanno messa su un bus insieme a sua figlia.
Si è ritrovata, dopo qualche giorno di crampi sul sedile del bus stracolmo, a Giulianova. In una casa del condominio "Le due torri" di Via Matteotti.
"Ad un certo punto mi ero rassegnata a morire" ci aveva detto. "Poi invece la mia sorte è cambiata. Sono arrivata qui, non capisco cosa mi dicono, ma tutti mi parlano in modo gentile. Ringrazio Dio della mia buona sorte".
Voleva vedere il mare, la Signora Aleftina. Mia moglie l'ha accompagnata, era una bella giornata di sole ancora invernale. Lei ha voluto bagnarsi i piedi, "sentire" il mare e il sole sul viso. Lei che pochissime volte aveva avuto modo di andarci, al mare.
Era in un momento felice della sua vita, Aleftina. Sorrideva sempre, era piena di speranza per l'avvenire. "Mia figlia è infermiera, è brava, è giovane, magari troverà lavoro, magari troverà anche un fidanzato".
Poi la sua sorte è cambiata.
Dei funzionari si sono presentati un giorno nel modesto appartamento di Via Matteotti. "Se ne deve andare. Questa casa non è più disponibile".
Lei non si è persa d'animo. Insieme ad altre famiglie, li hanno trasferiti in un hotel a Tortoreto alta. Era preoccupata perchè tra loro c'era una ragazzina autistica che, nel frattempo, si era trovata bene a scuola e adesso doveva scendere a piedi ogni mattina da Tortoreto alta fino a Giulianova Lido. Ma poco male. L'importante è star bene, tra persone che ti parlano con dolcezza. Avere da mangiare, un tetto sopra la testa.
Solo che ad un certo punto è successo qualcosa. Una notte la Signora Aleftina è caduta dalle scale: appena sveglia, non ricordava che c'erano dei gradini da fare.
Rottura del femore. Operazione. Infezione.
L'estate scorsa la Signora Aleftina è stata tanto male. Una brutta infezione.
"Morirò contenta" - le ultime parole a sua figlia - "in un ospedale pulito, tra persone che si prendono cura di me".
Altri, in questo momento, non sono altrettanto fortunati.
Si sono ambientati, hanno fatto amicizia, qualcuno ha trovato qualche lavoretto, qualcuno ha trovato dei buoni amici a scuola.
"Ve ne dovete andare"
"Ma dove?"
"Non lo sappiamo. Vi portiamo in un altro posto. A Perugia, forse in montagna. Ma qui non potete più stare".
La ragazzina autistica stamattina piangeva, all'uscita di scuola. Aveva capito che presto dovrà lasciare di nuovo i suoi compagni.
"Non dipende dalle autorità locali, non ci si può fare niente. Se non volete andare via, firmate qui e ognuno per la sua strada. Auguri."
Lettera Firmata
Commenta
Commenti
Non vi preoccupate, è un’organizzazione Filini!
(cit.)
Se non gli va bene potrebbero sempre andare in una altra Nazione. Sono certo che verrebbero trattati meglio. Vero?
Ci vuole più umanità per queste persone...Si trova soluzione a tutto e non un alloggio? Bah
Gli Aquilani stanno ancora nelle New Town dal 2009, marchigiani e abruzzesi che hanno ancora la casa distrutta dal terremoto del 2016.
Bolette che si alzano, commercianti che non sanno se devono pagare le bollette oppure licenziare i dipendenti, caro vita galoppante. Ma si continua ancora con la propaganda della guerra.
"Capitale umano"?!?!?!
Durante la Seconda Guerra Mondiale in Abruzzo molte famiglie furono sfollate in posti e abitazioni di fortuna con un'alimentazione scarsa,al freddo e al pericolo dei mitraglia-menti aerei e dei rastrellamenti. Non vivevano in albergo non avevano pasti caldi non avevano smartphone, non avevano niente e non protestavano perche' sapevano che era inutile. Con l'Italia divisa in due dalla Linea Gustav, a Sud con gli Angloamericani e a Nord con i Tedeschi e Fascisti. Studiamo la Storia Contemporanea e ricordiamola sempre. questi Signori devono capire che gli italiani stanno pagando abbastanza le caxxate della guerra in Ucraina non devono protestare
ma devono ringraziare gli italiani e accontentarsi senza rompere i co.......ni.
Il capitale per mantenerli a sbafo lo stiamo pagando noi!!!!!!!!!
Alla faccia dell'umanità!!! Complimenti x la vostra sensibilità.....poi però andate a messa!!
Abbiate un po' di compassione e ogni tanto
mettetevi nei panni altrui!!
Ci sono regoke da rispettare per i rifugiati di guerra. Chiaro che cambiamenti continui provocano disagio difficoltà ma meglio questi che vivere in case distrutte tra bombardamenti e paura.
Bravo Angelo, fagli vedere chi sei!
Qualcuno sa quanto costa un ucraino negli hotel??.....certamente più di 60€ al giorno....fate i conti.