Il Comune torna a chiedere alla Banca del Mezzogiorno di rivedere la decisione di chiudere la filiale di Teramo Cona. A ribadirlo è il sindaco Gianguido D’Alberto, che nelle scorse settimane aveva già inviato una nota all’amministratore delegato Cristiano Carrus esprimendo forte preoccupazione per la soppressione di uno sportello storicamente radicato nel tessuto cittadino.
«Non abbiamo condiviso e continuiamo a non condividere questa scelta — afferma il primo cittadino —. Per questo torniamo a chiedere alla governance dell’istituto di tornare sui propri passi».
Secondo il sindaco, la chiusura si aggiungerebbe alle tre già avvenute in città dall’arrivo della Popolare di Bari, oggi confluita in Banca del Mezzogiorno, con conseguenze rilevanti per utenti e cittadini. Tra le criticità evidenziate, la perdita di un ulteriore sportello bancomat in un’area popolosa e strategica e i disagi per la clientela, costretta a rivolgersi alla filiale più vicina di corso San Giorgio, in una zona dove — sottolinea D’Alberto — il parcheggio è spesso difficile da trovare.
Il primo cittadino mette inoltre in dubbio i benefici economici dell’operazione per la banca, proprietaria dell’immobile, ritenendo la decisione «difficilmente comprensibile anche sotto il profilo strettamente economico, oltre che sociale».
«Il territorio teramano — conclude D’Alberto — sta vivendo una fase di rinascita dopo le emergenze degli ultimi anni e ha bisogno di una banca solida e presente, capace di accompagnare la crescita economica e sociale locale. La chiusura della filiale di Teramo Cona va nella direzione opposta e per questo chiediamo ancora una volta all’istituto di riconsiderare la propria decisione».
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