Che cosa serviva una settimana di chiusura?
A valutare le eventuali inagibilità e a garantire la sicurezza degli studenti, del corpo docente e amministrativo.
I controlli nei plessi scolastici hanno verificato una situazione drammatica delle scuole superiori.
Inagibilità varie e una corsa contro il tempo.
Tre corpi di aula e la palestra per il Pascal, il Liceo Milli di via Carduccci presenta ben nove aule e l'auditorium inagibili, il liceo artistico presenta inagibili 1 aula e l'ingresso principale, l'Ipsia Zoli inagibile 1 aula e il corridoio,della facciata del Liceo Delfico siamo a conoscenza mentre ricordiamo l'inagibilità di tre aule al liceo Curie di Giulianova e la palestra di Atri.
Altri problemi?
Dalle future verifiche in corso che potrebbero certificare molte altre inagibilità.
Quasi nessuna scuola e ripeto quasi nessuna scuola è adeguata sismicamente.
Si usano termini come manutenzione, migliorie, usabilità mai adeguamenti sismici.
Perchè?
Quelle famose schede di vulnerabilità sismica mai compilate e che i genitori richiedono ad Atri, minacciando di non portare i figli a scuola e a Isola del Gran Sasso, dove il silenzio dell'Amministrazione è davvero preoccupante.
Una domanda finale a tutti i dirigenti comunali, da Bernardi di Teramo all'ultimo piccolo comune abruzzese, Spoltore e Favale di Civitella a parte che sono riusciti a intercettare dei fondi.
Avete partecipato ai bandi della protezione civile per il rischio e l'adeguamento sismico?
"Il fondo per la prevenzione del rischio sismico. L’articolo 11 della legge n. 77 del 24 giugno 2009 di conversione del decreto legge n. 39 del 28 aprile 2009 per la ricostruzione in Abruzzo, prevede che siano finanziati interventi per la prevenzione del rischio sismico su tutto il territorio nazionale, grazie ad un fondo istituito nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze. La spesa autorizzata è di 44 milioni di euro per l'anno 2010, di 145,1 milioni di euro per il 2011, di 195,6 milioni di euro per ciascuno degli anni 2012, 2013 e 2014, di 145,1 milioni di euro per l'anno 2015 e di 44 milioni di euro per il 2016. L’attuazione dell’art.11 è affidata al Dipartimento della Protezione Civile e regolata attraverso ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri. La cifra complessiva, che ammonta a 965 milioni di euro, pur se cospicua rispetto al passato, rappresenta solo una minima percentuale, forse inferiore all’1%, del fabbisogno che necessario per il completo adeguamento sismico di tutte le costruzioni, pubbliche e private, e delle opere infrastrutturali strategiche. Tuttavia, questa operazione consentirà la messa in sicurezza di altre strutture pubbliche proseguendo nei programmi già avviati dopo il terremoto di S. Giuliano di Puglia e potrà favorire un deciso passo avanti nella crescita di una cultura della prevenzione sismica da parte della popolazione e degli amministratori pubblici".
La classe dirigente del nostro Paese.
Ecco il vero problema.
Politico.
Fonti: www.protezionecivile.gov.it/jcms/it/piano_nazionale_art_11.wp
www.protezionecivile.gov.it/jcms/it/sicurezza_scuole.wp
Commenta
Commenti