Una media di poco superiore ai cento mila euro.
Variazioni per il 2016 rispetto al 2015 intorno al 16% con solo un 14,9% di richieste.
Numeri che caratterizzano l'accesso al credito della provincia di Teramo nella classifica stilata dal Sole24ore con fonte Eurisc-Crif.
La "peggiore" provincia d'Abruzzo ( 89esimo posto) seguita a ruota da L'Aquila ( 78esimo) 105 mila euro, vaziazioni al 5,5% e 10,6% di richieste.
Chieti è seconda e al 67esimo posto in Italia con quasi 109 mila euro di media mutuo e un 12,3% di variazioni rispetto al 2015 e l'8,4% di richieste.
Pescara ha la media mutuo più alta d'Abruzzo con 111 mila euro, 3,4% di variazione e il 5,4% di richieste.
In Italia la provincia dannunziana è collocata nella via di mezzo, al 57esimo posto.
Il nord tira come al solito l'economia creditizia in Italia.
Scrive Enrico Netti su Il Sole " Volumi in crescita per le nuove richieste di mutuo, importi medi leggermente più consistenti e una decisa flessione delle surroghe. I primi nove mesi del 2016 sono stati caratterizzati da questi tre elementi: le domande delle famiglie hanno visto una crescita dell’11,6% rispetto allo stesso periodo del 2015 (ma settembre registra un segnale di rallentamento delle domande: +6% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso), mentre il valore medio dell’importo indicato nell’istruttoria ha messo a segno un +2%, non poco considerando il ciclo deflattivo. E le operazioni di surroga, a detta di alcuni operatori interpellati dal Sole 24 Ore, segnano invece un calo di almeno 10-15 punti percentuali. A livello geografico, è il Nord che si rivela particolarmente dinamico sia per quanto riguarda gli importi che il trend rispetto all’anno precedente. Nel dettaglio provinciale spiccano tre capoluoghi: Bolzano, Roma e Milano.
È quanto emerge dall’ultima edizione del «Barometro Crif della domanda dei mutui», che fotografa il trend delle richieste di nuovi mutui e surroghe da parte delle famiglie.
«L’incremento medio dell’11,6% si può considerare decisamente positivo, ma resta molto distante dal quasi +59% rilevato nel 2015 rispetto al 2014 - ricorda Simone Capecchi, executive director di Crif -. È da sottolineare come, già lo scorso anno, dopo anni di debolezza del comparto immobiliare si è vista una marcata inversione di tendenza».
In molte province del Nord si registra un deciso balzo degli importi con incrementi a due cifre. Se a Bolzano si sfiorano in media i 168mila euro (+28%) contro i quasi 123mila del dato nazionale, Asti è il capoluogo che con un +48% mette a segno la maggiore variazione nel periodo. Crescita sprint anche per Cuneo, Aosta e Ferrara, a cui si aggiungono città del Sud come Enna, Sassari, Trapani e Siracusa. Si contano invece sulle dita di una mano le città in territorio negativo: la classifica è chiusa da Rieti (-6,7%), che fa peggio di Lecco, Taranto, Pesaro e Avellino".
L'Abruzzo?
In cerca di chiarezza, di una vera Banca Regionale e del territorio, di uscire dal commissariamento generalizzato.
Questione di traumi economici e di fiducia.
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