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10 domande a Lanfranco Venturoni

di Christian Francia
9 minuti

Signor consigliere regionale, prendo atto delle Sue dimissioni da assessore alla sanità e della Sua vibrata dichiarazione di innocenza, però – deve scusarmi – non mi fido molto dei politici e in particolare di quelli del PDL.
Perciò, al fine di fare chiarezza sulla vicenda che La riguarda, porgo 10 domande figlie di altrettanti amletici dubbi che, per la verità, non mi fanno supporre affatto la Sua innocenza.
Cionondimeno, per onestà intellettuale, sarei disposto a mutare opinione qualora Lei fornisse chiara ed esaustiva risposta alle seguenti 10 domande.

1.    Nel 2009 la Stati, ex assessore regionale all’ambiente, al telefono sbotta con il padre per la manovra poco limpida che sospetta si stia consumando per favorire gli imprenditori spoltoresi dei rifiuti. Alcuni giorni dopo, lamentandosi dell’ingerenza dell’assessore alla sanità Lanfranco Venturoni nella materia ambientale, riferisce la cosa al presidente Gianni Chiodi e non nasconde il proprio disappunto. “Presidè”, dice al telefono, “io te lo dico francamente, se lui pensava di venire a fare gli affari come ha più volte cercato di provare a fare, anche all'assessorato all'ambiente dove stanno i rifiuti, io devo fare il bene dell'Abruzzo”. Come si difende in merito?

2.    Il settore rifiuti non è di competenza dell’assessore Venturoni, che dovrebbe occuparsi esclusivamente (così come da delega) della gestione della Sanità regionale, presa in mano dopo gli scandali dell’inchiesta Sanitopoli. Eppure lui sembra interessato a ben altro, nonostante non nasconda che qualcuno gli avrebbe fatto notare l’anomalia. Venturoni: «Ultimamente, qualcuno mi ha fatto pesare: ma questo fa l’assessore alla Sanità, che ha l’ottanta per cento sul bilancio regionale, ora si interessa pure delle cose...». Cosa ha da dire in merito?

3.    L’ordinanza del Suo arresto firmata dal GIP Campli contiene addebiti a dir poco pesanti. Ad esempio, che i rapporti tra Chiodi e Di Zio fossero stretti, lo testimonierebbe “l'interessamento di Venturoni per la proroga del contratto di lavoro con i Di Zio di Antonio Di Pasquale”. Di Pasquale, scrive Campli, “è il genero di Giuliano Gambacorta, segretario di Chiodi”. “L’interesse di Chiodi - dice il Gip - è scoperto e lo stesso Chiodi invia un sms a Di Zio”. Venturoni telefona a Di Zio: «Ti devo disturbare per il genero di quello lì, capito». La sintesi del gip è questa: «Venturoni può chiedere, perché ha dato e darà; Di Zio concede, perché attende restituzioni». Ma non si tratterebbe di un favore qualunque, in questo caso, perchè «i tempi» della prima assunzione e successiva proroga per il ‘segnalato’ sono per la procura «fortemente suggestivi». Il 7 ottobre 2008 Antonio Di Pasquale, genero del segretario di Chiodi, viene assunto alla Deco di Di Zio appunto. Solo 7 giorni dopo, il 14 ottobre, proprio la Deco «otterrà, senza concorrere con alcuna altra impresa» l’assegnazione del progetto per la costruzione del Tmp. Ad aprile 2009 Di Pasquale ottiene la seconda assunzione in proroga. «É il periodo», annotano i magistrati, «in cui si salda, grazie al senatore Di Stefano, l’alleanza tra Venturoni-Di Zio e Daniela Stati». Il segretario di Chiodi, Giuliano Gambacorta, scriverà poi un sms a Venturoni per ringraziarlo. «Lanfranco, volevo informarti che Rodolfo Di Zio ha sistemato mio genero. Grazie per tutto. Sei un vero amico e conta su di me. Giuliano». Ad assunzione fatta sarà poi lo stesso Chiodi, il presidente della meritocrazia e dei banchetti dei disoccupati in campagna elettorale, a ringraziare Di Zio: «Caro Rodolfo, Giuliano mi ha detto che vi siete sentiti. Grazie e buona domenica». Normale amministrazione?

4.    Secondo i magistrati Venturoni, al tempo presidente della TE.AM., avrebbe deliberato senza il mandato del consiglio di amministrazione l’acquisto del 60% delle quote della società Tecnologyl srl (società costituita il 12 luglio 2007 da Rodolfo Di Zio e Ferdinando Ettore con capitale interamente conferito dalla Deco, poi trasformata in Team Tecnologie Ambientali il 19 luglio 2007). Lo scopo, secondo gli inquirenti, sarebbe stato quello di attribuire al soggetto privato un partenariato in società pubblica in favore della quale sarebbe stata di lì a poco disposta l’autorizzazione a costruire e gestire l'impianto di termovalorizzatore di Teramo, originariamente in capo alla TE.AM. Scelta legittima secondo Lei?

5.    Venturoni è anche accusato di essersi impossessato di € 30.000 del patrimonio della TE.AM. (di qui l’ipotesi di peculato) versandoli alla Deco quale prezzo corrispettivo per l’acquisto delle quote di cui sopra. Inoltre, secondo gli inquirenti lo stesso Venturoni si sarebbe appropriato del progetto per la costruzione dell’impianto di termovalorizzazione e lo avrebbe attribuito alla Deco, dietro pagamento forfettario dei costi di realizzazione, pari a circa € 76.000, valore economico di gran lunga inferiore a quello di mercato. È tutto falso?

6.    Nel 2008 poi la TE.AM. delibera un aumento di capitale ed il socio privato, la Deco, conferisce il progetto di cui sopra ma per un valore di poco inferiore ai € 300.000. La TE.AM., invece, conferisce dei terreni che si trovano in contrada Terrabianca, pagati 1,1 milioni nel 2007 e valutati invece € 612.000. Terreni che poi sarebbero stati messi a disposizione del privato per la costruzione dell'impianto. È falso?

7.    Secondo l’accusa l’assessore alla Sanità si sarebbe fatto garante affinché l’affare del termovalorizzatore potesse andare in porto senza alcuna gara pubblica. Le ultime trattative risalirebbero al luglio del 2009, quando Venturoni era già assessore di Chiodi con altre deleghe, e insieme ai Di Zio avrebbe cercato di coinvolgere una ditta di Milano, la Ecodeco spa, che avrebbe dovuto fornire gratuitamente alla Deco dei Di Zio la tecnologia necessaria per la costruzione dell’impianto di termovalorizzazione. Gli inquirenti hanno calcolato un risparmio di circa 5 milioni di euro per il privato. In cambio la società milanese avrebbe ricevuto la garanzia di poter partecipare al business ricevendo l’assicurazione di avere direttamente l’appalto tramite una società a cui avrebbero partecipato i Di Zio e la stessa Ecodeco srl. La società individuata era la consortile Abruzzo Energia. È falso?

8.    Il senatore teramano Tancredi, ricostruisce la procura, «dovrà farsi garante verso la Ecodeco che l’inceneritore si farà», ma il suo ruolo «sarà destinato a crescere nella vicenda» e parteciperà a due incontri ritenuti «snodi fondamentali». La sua, scrive Campli, non è solo «una benedizione politica». Il 24 agosto 2009 si incontra con Venturoni, Di Zio e il neo eletto sindaco di Teramo Maurizio Brucchi nella sede della TE.AM. In quell’incontro l’imprenditore ottiene «l’avallo definitivo al suo progetto». Sarà lo stesso Di Zio a raccontarlo al telefono il giorno seguente: «hanno detto che...facciamo l'inceneritore». È tutto legittimo?

9.    La strategia appare chiara dalle intercettazioni, nelle quali Venturoni chiarisce a Di Zio quale soluzione amministrativa sarà adottata. Venturoni: «no, l’appalto non lo dobbiamo fare... noi dobbiamo in qualche modo prefigurare che essendoci già l’Ato unico, sei il gestore unico. Capito? Si fa... dopo queste elezioni, se le cose vanno come credo, abbiamo insomma un canale privilegiato, no?». Un’intercettazione captata a novembre 2008. Cosa ha da dire in merito?

10.    Da ultimo, si apprende con sgomento che l’Abruzzo è l’unica tra le regioni commissariate ad avere un assessore alla Sanità. Non ce l’ha il Lazio, nè il Molise, nè la Campania, nè la Calabria e, per dirla tutta, lo stesso Ministero e il “tavolo Massicci” per le verifiche sul piano di rientro sarebbero sempre stati contrari alla doppia figura commissario-assessore perché si tratterebbe di un evidente spreco. All’Abruzzo, all’epoca, fu concesso di nominare un assessore con delega alla Sanità solo perchè era l’unica tra le cinque regioni canaglia a non avere come commissario il presidente di Regione (Del Turco era stato arrestato), ma un esterno come Gino Redigolo. E quindi al solo scopo di assicurare una partecipazione della Regione alla gestione del piano di rientro. Se l’assessorato alla Sanità era superlfuo, perlomeno a far data dall’assunzione del ruolo di commissario da parte del presidente Chiodi, ci spiega perché fino ad oggi ha occupato quella poltrona sperperando soldi pubblici? O forse Lei fungeva da assessore all’Ambiente ed era la Stati ad essere inutile?

Si rimane in attesa di cortese riscontro.

 

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Aspetta e spera...................... sono figli (politici) di Silvio I che non ha mai risposto a nessuna domanda: della Lega Nord dopo il primo governo B. (erano 13), dei magistrati (non si contaqno più le occasioni), de La Repubblica (erano 10). Il suo Governatore (si fa per dire) non risponde a nessuno (quando lo fa mente spudoratamente anche su minime cose), il suo Sindaco (si fa sempre per dire) non risponde di regola neanche alle lettere che sollevano seri problemi ma risponde con una permnacchia a oltre 5.000 cittadini chiedono un referendum. Figli di cotanto padre (politico)............... Qali risposte patrà mai dare Lanfranco Venturoni, forse qualche nuova lacrimazione in diretta TV giurando e spergiurando della sua innocenza. Dice l'adagio popolare: la cerque' mane' la jianne' no la live'.
Che ridere. Che illuso. Oh Francia ma per piacere, ma come ti viene in mente?
Brucchi si vanta tanto di comprare le quote TEAM del socio privato. Volevo chedere con quali soldi li compra, tanto il socio privato non gliele regala, ma sicuramente vorrà fare l'affarone. O Brucchi si vanta perche alla fine paga sempre Pantalone.
Venturoni, lei ci ha letto e ci leggerà. Io ho idea che da un certo punto T con zero in poi i politici abbiano perso quella coppia di attributi che li rendeva capaci di produrre prole (e questo sarebbe un bene, se non fosse che una metafora). Hanno perso la dignità di apparire. Hanno lasciato anima e core nel frigobar sotto la TV che trasmette Canale 5. Lei è Teramano. Non faccia la figura anche lei del pavido. Scriva qui le sue risposte. O chieda la cittadinanza onoraria altrove. Noialtri siamo “forti e gentili”. Ho dimenticato “Caro Babbo Natale” all'inizio!
Ma che volete dal povero Venturoni? Ha pianto pure in Tv!
Venturoni si trova in questa condizione, ma non si è mai sentito Brucchi compagno di partito dargli la sua solidarietà, o dire mi dispiace. Vedete come sono i politici , anche dello stesso partito? Pensano solo a salvare se stessi , o a se stessi.