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Alba Adriatica, sparisce lo spuntino alla scuola dell’infanzia: i genitori chiedono atti e spiegazioni

di Giancarlo Falconi
2 minuti

Prima era regolamentato. Oggi sarebbe semplicemente scomparso.
Alla scuola dell’infanzia di via dei Ludi ad Alba Adriatica, alcuni genitori chiedono chiarimenti sulla decisione di eliminare lo spuntino mattutino previsto fino allo scorso anno.
Una scelta che appare ancora più difficile da comprendere se confrontata con quanto accadeva appena dodici mesi fa, quando una circolare della scuola richiamava una decisione del Consiglio d’Istituto e arrivava a indicare in maniera puntuale quali tipologie di prodotti alimentari dovessero essere utilizzate per uniformare lo spuntino dei bambini.
 

Una rigidità che allora aveva già fatto discutere alcune famiglie. Oggi, invece, il passaggio sembra essere stato ancora più netto: dallo spuntino regolamentato allo spuntino eliminato.
Ai genitori sarebbe stato riferito che la decisione è stata assunta dal Consiglio d’Istituto e riportata in un verbale. Da qui una richiesta elementare: conoscere la data della riunione, leggere la delibera o il verbale e capire quali motivazioni abbiano portato a cancellare un momento della giornata scolastica che fino allo scorso anno veniva considerato tanto importante da essere disciplinato nei dettagli.
 

Secondo quanto riferito dalle famiglie, al momento queste risposte non sarebbero ancora arrivate.
Il problema diventa ancora più evidente nel mese di settembre. La refezione scolastica partirà infatti soltanto il 1° ottobre.

 Questo significa che, per diverse settimane, i bambini che entrano intorno alle 8 e rimangono a scuola fino alle 13 trascorreranno circa cinque ore senza il precedente spuntino mattutino e senza il servizio mensa.
Il Comune di Alba Adriatica, interpellato, avrebbe chiarito di non essere competente sulla decisione e avrebbe rinviato le famiglie direttamente alla scuola.
 

Anche l’ASL sarebbe stata contattata. Ai genitori sarebbe stato spiegato che lo spuntino mattutino rientra nelle indicazioni nutrizionali rivolte alla scuola dell’infanzia, mentre l’organizzazione concreta resta comunque una scelta dell’istituzione scolastica.
Ed è proprio qui che si concentra la domanda principale.
 

Se lo scorso anno lo spuntino era considerato così rilevante da dover essere uniformato attraverso indicazioni precise, perché oggi viene eliminato completamente? Quale esigenza educativa, organizzativa o nutrizionale ha determinato il cambiamento? E soprattutto: dove sono gli atti che hanno formalizzato questa decisione?
 

Le famiglie non chiedono interpretazioni. Chiedono documenti, motivazioni e trasparenza.
Perché quando una scelta riguarda bambini molto piccoli, le loro abitudini quotidiane e una permanenza a scuola di diverse ore, un semplice “è stato deciso così” difficilmente può bastare.

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