Imbarazzo. Proiettati in un mondo parallelo. Le elezioni di secondo livello delle province italiane, frutto della mezza riforma Delrio, (Legge 56/2014) ha trasformato le Province in "enti territoriali di area vasta" eliminando l'elezione diretta da parte dei cittadini.
Un ossimoro del diritto costituzionale al suffragio universale. In questa esibizione di voto di casta dove la politica ha interpretato anche il ruolo del cittadino con i voti ponderati, per esempio, una scheda verde del comune di Teramo aveva un valore di 604 virtuali mentre una scheda celeste di un piccolo comunefino a 3000 abitanti, valeva 48, abbiamo purtroppo assistito a uno spettacolo retorico.
Il centro destra teramano ha eletto i suoi cinque candidati, espressione di una unica lista.
GIANSANTE ( 8775) CIANELLA (8517) ADRIANI (7624) ( 8775) PROVVISIERO ( 7346) ALTITONANTE (6392).
Il solito duello nel duello tra Gattiani e Dannuntiisiani. La somma fa il totale diceva Totò. Da rimarcare l'entrata in consiglio provinciale del sindaco di Montorio, Fabio Altitonante che ha immediatamente chiesto le dimissioni del Presidente della Provincia perchè non avrebbe la maggioranza in consiglio. Facendo finta di dimenticare che il ruolo del Presidente D'Angelo è simile a quello di un commissario. Il consiglio provinciale conta come chi promette di risolvere le liste di attesa in sanità. Nulla. Zero e punto a capo.
Azione rosetana ha eletto la Presidente del consiglio comunale di Roseto, Gabriella Recchiuti e calcoli alla mano, il segretario provinciale del partito, Alessio D'Egidio ha votato il buon Graziosi da Atri per evitare ogni polemica di essere uomo rosetano e deputato Giulio Sottanelli o uomo di Enio Pavone, consigliere regionale e rosetano. I soliti sospetti.
Il centro sinistra? Tutti sapevano che da Mosciano sarebbe partita la missione di non fare eleggere il consigliere comunale Luca Lattanzi. La strategia del vice sindaco Mirko Rossi con varie adesioni dangelo maniera hanno portato alla elezione del buon Marziani.
Fa riflettere il terzo posto di Massimo Varani e le cinque schede verdi di Dino Ioannone. Il consigliere regionale Giovanni Cavallari dovrebbe recuperare la capacità di mediazione e diplomazia in previsione delle prossime provinciali, comunali e regionali. In politica nulla è dovuto e il rispetto dei "Giovani" va comunque meritato. Ioannone? Valentina Papa, Core, Salini, Mistichelli, D'Ercole hanno fatto un ottimo lavoro arrivando vicino al plebiscitario Pepiano con un goccio di Mariani, Tribuiani. Sui puri di Alba Adriatica ricordo l'ultimo voto biondo all'anci.
La foto tra Altitonante, Di Gianvittorio e Ioannone? Ha lo stesso valore di quella del centro sinistra che appoggiava Piccioni o di quel centro sinistra che ha votato l'autocandidato alla presidenza della Regione, Camillo D'Angelo. Quanto pesa un vero uomo politico?
Le quattro schede verdi tra Illuminati e Tribuiani o tra Lattanzi e Marziani sono state chirurgicamente sorteggiate. La sintesi? Le strade provinciali e le scuola provinciali hanno bisogno di lavori e il rischio idrogeologico del territorio richiama il suono della campanella. Fine della ricreazione.
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