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Teramo: A rischio il progetto di assistenza educativa scolastica a domicilio...

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Era stato annunciato con la giusta enfasi dall'ass. al Sociale del Comune di Teramo, Ilaria De Sanctis.
" Anche con le scuole chiuse, i programmi di apprendimento delle alunne e degli alunni andranno avanti, nei modi che i dirigenti scolastici e gli insegnanti riterranno più opportuni. NESSUNO, però, DEVE RIMANERE INDIETRO! Questo è stato il nostro slogan oggi, quando abbiamo ritenuto necessario che le assistenti educative scolastiche potranno recarsi a casa delle alunne e degli alunni e aiutarli nello svolgimento delle attività di studio".

Un progetto di valore e di attenzione che si scontrerà con il diniego di molte assistenti  che non ritengono sufficienti per entrambe le parti, le garanzie di sicurezza sanitaria.


 

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Commenti

Assistenti a domicilio? Che idea balzana... O ci si deve isolare, oppure no. Decidetevi.

Non è giusto scaricare le responsabilità alle famiglie e assistenti, alla "scuola" interessa terminare i programmi ministeriale. Cmq in questo delicato momento come imposto dal Governo BISOGNA STARE A CASA! Lo Stato deve tutelare chi non può lavorare e non percepiscono retribuzione.

Il progetto di valore e attenzione proposto dal Comune è in aperta contrapposizione con il decreto firmato ieri sera dal Presidente Conte.
Non è stato e non è il "diniego di alcune assistenti ", dunque, ad impedirne la realizzazione.
Quello che viene definito " diniego delle assistenti" andrebbe più realisticamente ed onestamente chiamato senso di responsabilità civile volto
alla tutela dei bambini, delle loro famiglie e, legittimamente, anche della salute personale.
Le parole hanno un peso.
Grazie.
Un'assistenza educativa.

Quindi le insegnanti restano a casa per tutelare e tutelarsi e le assistenti vanno a domicilio per garantire la didattica? La salute non viene prima? La didattica si recupera se si ha la capacità di organizzarsi. Due pesi e due misure? Complimenti

Buongiorno, tutto ciò che si e detto da parte della ministra alla pubblica istruzione è assurdo,quanto ritengo giusto per il valore della salute andare a casa di altri. Capisco che i bambini con problemi, hanno bisogno di assistenza ma non in questo particolare periodo. Considerato che, esiste un decreto di tutela alla salute, lo stato, comuni e province si devono attivare al fine di recuperare fondi per tutelare questa categoria.