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Si contano i consiglieri. D'Alberto come Brucchi rischia la caduta libera....

di Giancarlo Falconi
2 minuti

Si contano i consiglieri comunali a Teramo.
Quelli del consigliere regionale Sandro Mariani; quelli del Presidente della Provincia, Camillo D'Angelo più Azione; quelli del consigliere regionale, Giovanni Cavallari; quelli del Partito democratico.
Si contano.
L'opposizione è pronta con la calcolatrice e tanta esperienza.
 Sulla graticola post arrostiland, il sindaco di Teramo, Gianguido D'Alberto, reo secondo i contati di abiura amministrativa; di lentezza, di essere il sindaco che ti chiama dopo per un caffè per una chiamata che non arriva mai; di una Città lasciata senza guida e senza visione; del caro stadio; di annunci mai diventati realtà; di un Housing sociale come quello di via Longo rimasto nel degrado più assoluto; di una sicurezza con la Polizia Locale che ricorda solo lo scioglimento del nucleo antidegrado e la perdita di tre agenti al massimo della loro formazione; del solito Filipponi delegato a prendere le parole dai commercianti per i suoi incontri romani; di un Biodigestore che sta per rappresentare il vero fallimento e con un presidente dell'Ente di riferimento che senza alcuna smentita avrebbe manifestato il desiderio di candidarsi a sindaco con il centro destra; un sindaco che non ha chiesto allo stesso Presidente la smentita al giornalista che sarebbe pronto con un confronto aperto con la segretaria provinciale di Fratelli D'Italia; di una lentezza che la lentezza rappresenta un'alta velocità; di un skndaco che prende tutti per stanchezza e alla esasperazione; di non essere decisionista e di non seguire i dettami della maggioranza; di scanzonare i leader della maggioranza silenziosa e di seguire solo la sua "sinistra"; di non essere stato in grado di intercettare alcun imprenditore, tranne qualche cinghiale e di avere un tessuto economico simil '29.

Si potrebbe continuare ma la situazione politica galleggia come quando governava il secondo Brucchi. Lo stesso ex sindaco che si è insediato al governo regionale sanitario annunciando la lotta contro le liste di attesa quando lui stesso era il responsabile regionale. Ossimori che allontano i cittadini dalla politica e da tanto imbarazzo. 

Un consiglio al sindaco D'Alberto?
Le immediate dimissioni. Venti giorni di tempo per fare una nuova giunta o una lunga riflessione. Una valutazione seria.

La maggioranza? Continuare in questo modo è deleterio per la Città di Teramo. Chi non ha questa sensibilità dovrebbe di cortesia pensare di lasciare la politica attiva.
 

Ci sono le possibilità per un Governo su di un piano per la Città biennale?
Si o no? 
No. Meglio un Commissario.
La conferma delle dimissioni e le elezioni tra qualche mese. 
Almeno l'onore delle armi e un po' di dignità. 
Per favore. 

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