“Il suono morbido di un sughero che viene stappato dalla bottiglia ha il suono di un uomo che sta aprendo il suo cuore.”
William S. Benwell
Io avrei scritto di una donna ma è sempre una questione di empatia e sensibilità.
Sugheri a parte, l'orgoglio per il territorio del vino quello aprutino che scende e sale di onori dalle colline che risentono della brezza marina è paragonabile solo ai colori delle Langhe, ai paesaggi d'incanto del Gavi o dell'Alto Adige, per arrivare al tessuto dei filari di quella Valpolicella e del suo Amarone, fino al Brunello Montalcino o al Chianti classico.
C'è chi citerebbe a ragione il Cirò nel cammino verso l'Aglianico ma si potrebbe e dovrebbe continuare attraverso la Puglia, la Sicilia e la Sardegna.
Io avrei scritto anche di una donna un po' come ha fatto il sito del Gambero Rosso con l'intervista a Federica Topi che dopo aver raccolto l'ennesimo premio ha raccontato il lungo viaggio di Terraviva.
Nel 2016, appena tornata dall'Università, avevo deciso di iniziare a lavorare con i miei in azienda. Un giorno ero al computer, tranquilla, quando a un certo punto arrivò la mail del nostro primo Tre Bicchieri, al Montepulciano Luì. L'emozione del primo Tre Bicchieri non te la scordi. Ma quella del Premio Speciale è qualcosa di molto molto più grande». E di certo Federica Topi questa emozione non la nasconde. Insieme alla mamma Pina Marano e al papà Pietro, Federica è alla guida di Tenuta Terraviva, una delle aziende più in forma del panorama vinicolo abruzzese. Quest'anno abbiamo conferito loro il premio speciale per il Miglior Rapporto Qualità Prezzo: ad aggiudicarselo l'Abruzzo Pecorino '21 che ci ha conquistati con un profilo olfattivo verace, dai tratti vagamente rustici di cereale uniti a una fragrante sensazione di polpa di agrumi su una bocca venata da sussulti sapidi; un grande bianco offerto a poco più di 10 euro a bottiglia.
E poi ancora...
L'azienda nasce negli anni '70, quando Gabriele Marano decide di acquistare i suoi primi appezzamenti sulle colline di Tortoreto; nel 1998 la scelta di produrre uve biologiche; dieci anni dopo la decisione di creare un proprio marchio e iniziare a imbottigliare il frutto del proprio lavoro. Una delle svolte aziendali è stato l'arrivo come consulente, nel 2014, di Francesco Bordini che ha portato in dote un nuovo approccio. «Con il suo aiuto – racconta Federica – abbiamo iniziato a lavorare su una maggiore attenzione alla raccolta, abbiamo capito come riuscire a portare in cantina uve sempre più sane e come riuscire a vinificarle rispettandole e rispettando il territorio. Ovviamente ci sono state anche svolte di tipo tecnico: ormai abbiamo quasi abbandonato del tutto il legno, che usiamo solo sul Trebbiano Mario's e sul Montepulciano Luì, a favore del cemento. Fermentazioni spontanee e lieviti indigeni invece fanno da sempre parte del nostro bagaglio produttivo». E il prezzo anche non è un caso: «Offrire vini identitari e buoni a un prezzo vantaggioso ha sempre fatto parte della nostra politica aziendale. Abbiamo sempre fatto in modo che i nostri vini potessero essere bevuti da tutti, cercando di offrire una qualità elevata. Questo premio ci rassicura sul fatto che abbiamo intrapreso la strada giusta – sorride – durante la presentazione della Guida 2017, quella dei nostri primi Tre Bicchieri pensai "chissà come sarà salire su quel palco per ricevere un Premio Speciale?"; in quella edizione il premio qualità/prezzo andò a un altro Pecorino abruzzese, quello di Cristiana Tiberio. Sono felice che stavolta sia toccato a noi!»
Quando abbiamo letto l'intervista di William Pregentelli su https://www.gamberorosso.it/notizie/notizie-vino/vini-ditalia-2023-premio-miglior-rapporto-qualita-prezzo/?fbclid=IwAR0OZPLwWzXhdD_uN6jXBjeaEpKex4X6s8zp4X4qRCqLruMsB0p0cus2ez4
ci siamo sentiti da teramani orgogliosi.
Una questione di appartenenza e di valori.
Terraviva.
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