
Sono le 5.30 del mattino e Teramo, ancora quasi addormentata, scopre davanti al Santuario della Madonna delle Grazie un’immagine che vale una sveglia all’alba.
San Francesco. La Madonna. I colori e i disegni dell’Infiorata in Arte di Torricella. E padre Giulio che arriva con una crostata, quasi a suggellare con un gesto semplice e familiare una notte trascorsa a lavorare.
Due opere realizzate nel corso di poche ore, con pazienza, precisione e devozione, come dono alla città e al Santuario nel giorno della sua attesa riapertura, oggi 8 settembre, dopo i lavori di restauro.
È il lavoro silenzioso di mani che sistemano ogni dettaglio, compongono forme e colori e trasformano il sagrato in un piccolo racconto d’arte e fede. Un omaggio che accompagna simbolicamente la rinascita di uno dei luoghi religiosi più importanti e amati di Teramo.
Nelle prime luci del giorno tutto assume una suggestione particolare. Il Santuario restaurato, le opere dell’Infiorata, il silenzio della città e la nuova sistemazione dello spazio esterno restituiscono per qualche ora una prospettiva quasi inedita della Madonna delle Grazie.
Ed è proprio quella prospettiva a suggerire una riflessione.
Il nuovo assetto della piazza, con l’asfalto stampato e la riqualificazione dell’area antistante la chiesa, cambia infatti la percezione complessiva del luogo. Il passo successivo potrebbe essere quello capace di fare davvero la differenza: liberare dalle automobili il continuum visivo davanti al Santuario.
L’assessore comunale Mimmo Sbraccia potrebbe raccogliere questa sfida e provare a restituire integralmente quello spazio ai pedoni, alla contemplazione e alla bellezza architettonica del complesso.
Perché una piazza appena riqualificata, un Santuario restaurato e un luogo così profondamente legato alla storia di Teramo meritano una visuale senza interruzioni, senza automobili a spezzare prospettive e fotografie.
Questa mattina, alle 5.30, l’Infiorata di Torricella ha mostrato involontariamente anche questo: quanto possa essere bella Madonna delle Grazie quando davanti agli occhi rimangono soltanto l’arte, la chiesa e la piazza.
Oggi si inaugura il Santuario restaurato. Domani, forse, potrebbe cominciare anche una nuova idea di quello spazio urbano.
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